La burrasca sul Salento passa e lascia il segno a Matino, ma c’è la nuova allerta della Protezione civile. La conta dei danni di Coldiretti

2132

Gallipoli –  La forte burrasca preannunciata per domenica 6 dicembre è passata lasciando tutto sommato indenne il Salento mentre dalla Protezione civile regionale giunge un’altra allerta di tipo “giallo”, ovvero la più moderata, per le precipitazioni (“da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati” e i venti (“da forti a burrasca dai quadranti meridionali. Mareggiate lungo le coste esposte”) attesi martedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata.

Domenica scorsa, intanto, la perturbazione di origine meridionale ha sferzato la penisola, così come previsto dai meteorologi, con temporali, scrosci di pioggia e soprattutto raffiche di vento a tratti devastanti. A Gallipoli ne è uscita indenne la zona della Giudecca, “osservata speciale” per la sua naturale propensione ad attirare il mare grosso con vento da sud. Le onde hanno invaso la sede stradale, come accade di consueto in giornate come ieri, ma per fortuna nulla più.

La tromba d’aria a Matino

I danni più seri si sono registrati a Matino, paese colpito in serata da una vera e propria tromba d’aria che ha buttato giù muri, alberi e cartelloni pubblicitari, soprattutto lungo la strada per Parabita e nella zona del cimitero. «La tromba d’aria che si è abbattuta sulla nostra città ha causato qualche danno per fortuna solo alle cose. I vigili urbani e la protezione civile sono subito intervenuti mettendo in sicurezza i luoghi maggiormente colpiti», fanno sapere dal Comune.

Alberi sradicati e tombini intasati anche in altri centri (vedi Casarano e in via Eroi d’Italia a Taurisano), ma senza problemi di rilievo. Così come a Leuca e Tricase Porto, dove quest’oggi, vigilia dell’Immacolata, il mare grosso ha incuriosito destando l’attenzione dei tanti fotografi amatoriali.

La conta dei danni di Coldiretti

Di “calamità” per le campagne pugliesi parla Coldiretti facendo la conta “con milioni di euro di danni alle coltivazioni e agli allevamenti, con grano e foraggi per gli animali appena seminati spazzati via dall’acqua e dal fango, coltivazioni di ortaggi allagate e olive strappate dagli alberi per la furia del vento ma anche macchine e trattori nel fango e strade rurali franate”. Da un primo monitoraggio, la forte ondata di maltempo ha colpito soprattutto le provincie di Lecce, Brindisi e Bari (a Noci i fulmini hanno colpito delle mucche al pascolo).
«Trombe d’aria e nubifragi hanno colpito gli uliveti nel brindisino, soprattutto a Francavilla e Ceglie Messapica, strappando le olive pronte per la raccolta e trascinato via grano e foraggio appena seminati nel barese, con epicentro a Santeramo e Gioia del Colle, mentre in provincia di Lecce è stata registrata una tromba d’aria a Matino, mentre a Frigole e ad Ugento è andato perso il 50% degli ortaggi, sommersi dall’acqua», spiega Coldiretti collegando tali fenomeni con i cambiamenti climatici, “dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, come accaduto a partire da gennaio dove l’inverno bollente ha lasciato il posto ad una primavera pazza e ad un inizio di inverno bollente, dove si sono succeduti numerosi eventi estremi”.
«La tropicalizzazione del clima con fenomeni violenti e controversi che si abbattono sulle campagne – conclude Coldiretti Puglia – ha provocato 3 miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi 10 anni».