Via dalla maggioranza: Seclì, D’Agostino e Santoro scendono in piazza e spiegano i motivi. Fra le accuse a Stasi cattiva gestione dell’emergenza Covid e poco dialogo con la comunità

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Santoro, D’Agostino e Seclì durante il comizio in piazza Castello

Taurisano – Erano i fedelissimi del Sindaco Stasi, oggi scendono in piazza per spiegare le ragioni che li hanno portati ad abbandonare la maggioranza, accusando quello stesso Sindaco di atteggiamenti “dittatoriali”: toni accesi al comizio pubblico che giovedì 18 giugno ha visto sul palco gli ex assessori Gianluca D’Agostino (che rivestiva anche la carica di vicesindaco) e Katia Seclì, insieme alla consigliera e capogruppo Sonia Santoro, i tre “fuoriusciti” che con il loro allontanamento hanno costretto la maggioranza al rimpasto dei giorni scorsi.

Una scelta, quella di staccarsi da Stasi, che i tre definiscono “difficile e sofferta“, frutto di uno scollamento progressivo nella squadra (o “non squadra”, lamentano i dimissionari) amministrativa che è esploso nell’ultimo periodo.

Gente in piazza

Contestata la gestione dell’emergenza Coronavirus

Sonia Santoro

Credevamo nella persona del Sindaco e nella squadra di maggioranza. Ci credevamo fortemente. Ci abbiamo creduto fino ad un anno fa – dice Santoro in un passaggio. – Ma abbiamo pagato un prezzo alto: un compromesso con la nostra dignità, che per tanto tempo abbiamo messo in stand by. E se lo abbiamo fatto è perché non volevamo creare un danno alla nostra Taurisano”.

Ad un certo punto però – prosegue Santoro – abbiamo dovuto prendere atto che il danno, il danno alla nostra città ed alla nostra comunità, lo stavamo creando restando in quella maggioranza, mantenendo in vita questa Amministrazione ormai retta solo dalla volontà e dall’autorità di un grande capo e dei suoi adepti”.

Fra i punti contestati a Stasi, la consigliera si sofferma in particolare sulla cattiva gestione dell’emergenza Coronavirus, con le mancate risposte del primo cittadino riguardo l’adozione di misure per sostenere la ripresa dell’economia e il rinvio del pagamento della Tari, come chiesto dal gruppo “Taurisano in movimento” (composto appunto da Santoro, D’Agostino e Seclì).

“Un Sindaco lontano dalla sua comunità”

Katia Seclì

Suonano così le parole dell’ex assessore alla cultura Katia Seclì, che rimprovera a Stasi di non aver saputo costruire uno spirito di squadra, né fra gli amministratori né con i cittadini. In un passaggio del suo discorso cita una delibera sottoscritta da Stasi con Agimus, associazione con sede a Roma che avrebbe dovuto proporre iniziative culturali in paese, una scelta che rappresentò – dice Seclì – “la fine del rapporto con le nostre associazioni territoriali. Una firma che non ci è stata mai perdonata. Il primo scollamento con la nostra comunità! Sindaco, non bastano i progetti fatti stilare dai tecnici! – aggiunge – La Cultura passa dalla comunità, la coinvolge, la rende parte attiva… ho sempre cercato di fartelo capire! Non serve portare giornalisti russi, tedeschi ,francesi se poi lasciamo soli i nostri cittadini”.

E poi le riunioni di maggioranza “diventate un monologo”: “Nell’ultima delibera di Giunta, prima del lockdown, non mi è stata concessa la discussione! – lamenta Seclì –  Una delibera sulle tariffe della mensa scolastica e dello scuolabus. Una giunta nella quale chiedevo, da assessore al ramo, che venissero nuovamente ridiscusse le tariffe stabilite, decise, proposte dal partito Lega mesi prima. Mi ero impegnata a trovare la copertura finanziaria, ma il Sindaco e i suoi gregari avevano deciso che quelle sarebbero state le tariffe: ‘O firmi o quella è la porta, il numero legale ce l’ho'”.

Chiaro l’invito al primo cittadino: “Esca da quelle stanze, scenda in piazza, ascolti la sua gente, osservi il degrado in cui versa la nostra Taurisano. Servono incontri, serve dialogo, quello stesso che mi avete, che ci avete negato, soprattutto nell’ultimo anno!”.

D’Agostino: “Stasi chiuso in un lockdown politico”

Il vicesindaco Gianluca D’Agostino

Stesse critiche dall’ex vicesindaco D’agostino: “Nessuna riunione di maggioranza, nessuna riunione di programmazione… in 4 mesi ci ha resi destinatari di un silenzio che via via è diventato assordante”.

Un Sindaco interessato “solo a garantirsi il numero legale in Consiglio comunale”, dice ancora D’Agostino. E spiega dal palco: “Non una telefonata dopo la nostra assenza nell’ultimo consiglio comunale. Un’assenza di cui lui [il Sindaco, ndr] conosceva bene le ragioni anche se ha finto di non saperle. Un’assenza che era necessaria per riprenderci il rispetto di cui ormai ci aveva privati da tempo. Nessun tentato golpe! Nessuna intenzione di far cadere la maggioranza, non siamo sprovveduti, anche noi a un anno dalla fine della legislatura pensiamo fosse deleterio il commissariamento. E di fronte a questa assenza, a questa manifestazione di disagio da parte nostra, cosa ha fatto il Sindaco? Nulla. Non ha cercato un chiarimento con noi”. 

Nel ricostruire il logorarsi dei rapporti fra lui e Stasi, D’Agostino lamenta “l’assoluta e palese mancanza di fiducia da parte del Sindaco nei miei confronti. Con il suo atteggiamento arrogante, dispotico e autoritario, con l’avocare a sé situazioni che riguardavano il mio assessorato, mi ha via via delegittimato nel ruolo di assessore”. Per D’Agostino ne sono esempi – e lo spiega nel suo intervento – i lavori per il restuaro della Cappella di San Nicola, per la Community library e la Circolare Giotto, pronti a partire e poi rimasti fermi (o sbloccati da poco, come nel caso della Community library) con il rischio perfino di perdere i finanziamenti ottenuti.