Una storia millenaria tra cultura e miracoli

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La processione rientra nella Matrice
La processione rientra nella Matrice

CASARANO. San Giovanni Elemosiniere e Casarano: un binomio indissolubile che affonda le sue radici in un passato millenario. Pare, infatti, che siano stati i monaci basiliani a diffondere nel Salento la devozione per il patriarca di Alessandria già nel corso del X secolo, quando portarono con sé, sulle sponde pugliesi dell’Adriatico, alcune icone del santo cipriota per metterle in salvo dalla lotta iconoclasta che imperversava in oriente. Nato a Cipro, nel 556, resse il patriarcato di Alessandria d’Egitto dal 609 al 619. L’appellativo di elemosiniere è un chiaro richiamo alla sua attenzione per i poveri, verso i quali indirizzò le sue numerose opere di pietà e carità. Nel 1294 il corpo di San Giovanni fu traslato da Costantinopoli a Venezia.

Dal 19 gennaio al 2 giugno 1974, per concessione dell’allora patriarca di Venezia, cardinale Albino Luciani (poi eletto papa), le spoglie mortali del santo furono a Casarano. La Matrice, oltre alla statua del santo, custodisce anche una reliquia del patriarca d’Egitto. Tra i miracoli attribuiti al santo cipriota vi è quello commemorato ogni 31 maggio. Il 31 maggio del 1842, l’arciprete don Giorgio Romano organizzò una processione penitenziale con la statua del patrono allo scopo di invocare il santo per far cessare le copiose piogge che rischiavano di distruggere il raccolto. Nel corso della processione, il volto della statua del santo cominciò ad impallidire e a sudare abbondantemente. Ogni volta che il sudore veniva asciugato, ricompariva ancora più copioso. In quel momento, le nuvole cominciarono a diradarsi e smise di piovere. Da qui l’usanza di preparare dei piccoli pani che, una volta benedetti, vengono collocati vicino alle porte o alle finestre durante le giornate piovose, per proteggere il focolare domestico da fulmini e temporali.

Nel 1717, con regio decreto emanato da Ferdinando II di Borbone, in concomitanza con i festeggiamenti in onore del santo, venne istituita la fiera mercato, giunta alla sua 297ª edizione. A proposito di ricorrenze, quest’anno ricorre il centenario della confraternita intitolata a San Giovanni Elemosiniere ricordato con la “peregrinatio” del santo nelle chiese della città. Era il 1914 quando Salvatore Rausa, grazie all’appoggio dell’allora arciprete Luigi Bona, ottenne dal vescovo di Nardò l’erezione canonica nella Matrice di una confraternita che promuovesse il culto del patriarca di Alessandria d’Egitto. All’atto della sua costituzione, la confraternita contava solo 15 confratelli. Oggi ne conta 340. Segno che la devozione dei casaranesi verso il loro patrono continua ad essere vivissima.