“Una notte da incubo. Ora da qui vanno via tutti”: il terremoto come l’ha vissuto un salentino a Durazzo da sette anni

"Da qui vanno via tutti, verso sud o via dall'Albania"

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Melissano – “Qui stanno andando via tutti. Si spostano nel sud nelle zone ritenute più sicure o chi può lascia l’Albania. C’è tanta confusione, macerie e ancora non si sa se la terra smetterà di tremare”: questo il terremoto nelle parole di Antonio Imperiale, 39enne di Melissano, da sette anni in Albania per lavoro. A Durazzo abita con la moglie e due figli.

“I traghetti in partenza dall’Albania sono pieni ogni giorno, intanto continuano ad arrivare i soccorritori per aiutare chi è rimasto ed è senza più una casa – continua Imperiale – dopo quella notte qui c’è l’inferno: case che sembrano appoggiate sul terreno… I miei bambini stanno bene, fortunatamente non hanno subito traumi, ma io e mia moglie spesso ci guardiamo negli occhi senza sapere cosa dire. Solo paura e dolore”.

La prima casa in paese

L’azienda di cui è titolare è in un paesino fuori Durazzo; da quelle parti aveva una casa, poi ha deciso di spostarsi in città, per permettere ai figli di frequentare una scuola in cui insegnassero l’italiano.

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“Abbiamo preso casa in un palazzo costruito recentemente, era nuovo, e ci avevano garantito, anche se solo verbalmente, che le norme antisismiche erano garantite – racconta ancora Imperiale – io mi sono sentito sicuro, non è andata bene però. L’abitazione ha subito danni e io non posso più rientrare lì”.

La nuova casa che non ha retto

Le avvisaglie delle scosse c’erano state già nei mesi prima: “A settembre c’è stato il primo terremoto; i In quell’occasione noi non abbiamo subito danni, ma per il resto del paese ci sono stati morti e molti feriti. L’esperienza che abbiamo vissuto l’altra notte mi rimarrà per tutto il resto della mia vita. La prima scossa l’ha sentita mia moglie, ma io l’ho rassicurata. Alle 3 ho sentito io quella più forte, di magnitudo 5 e l’ho svegliata, perché avevo intenzione di lasciare la casa. Mi ha tranquillizzato lei stavolta. Poi alle 4 si è scatenato l’incubo peggiore della mia vita i miei figli e mia moglie gridavano, eravamo tutti pietrificati. La scossa è durata molti minuti, nel frattempo andava in frantumi la casa. Appena le scosse sono terminate abbiamo preso il necessario e siamo usciti, in pigiama, per strada”.

Era ancora buio. Poi era saltata l’elettricità e sono rimasti solo smarrimento e polvere. “Siamo andati allora nella nostra vecchia casa, nel paese qui vicino. Quando il pomeriggio io e mia moglie siamo tornati a Durazzo abbiamo visto una città completamente distrutta, gente accampata per strada, persone anziane che piangevano perché hanno perso tutto, disperate”.

“Diamo una mano a chi sta peggio”

Adesso continuano ad arrivare i soccorsi e si stanno creando nei vari punti della città delle tendopoli per accogliere chi ha bisogno di aiuto. “Ho scaricato un’App che mi informa delle scosse, la terra si muove ancora. Noi adesso pensiamo a dare soccorso, poi si vedrà”, conclude Imperiale.

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