Un atto notarile del XVIII secolo per ricostruire la storia della Matrice di Presicce. Lo trova una giovane ricercatrice

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Presicce-Acquarica – Un nuovo tassello per raccontare con precisione la storia della costruzione della chiesa madre dedicata a Sant’Andrea a Presicce. Dopo studi e ricerche negli atti notarili a Napoli, la cultrice della materia in Beni culturali Maura Lucia Sorrone, di Casarano, attualmente docente di Arte e territorio all’Iiss “G. Salvemini” di Alessano, ha scoperto un atto notarile con il quale veniva stipulato l’acquisto del marmo, dal famoso marmoralo Baldassarre di Lucca, per la realizzazione dell’altare maggiore, della balaustra e di due acquasantiere e dello stemma, da collocare sulla porta principale della chiesa matrice, all’epoca in costruzione.

L’atto è datato 1777, firmato dal notaio Michele Rega nei confronti di Girolamo Mezio, benestante di Presicce. Il prezzo convenuto è stato di 1360 ducati. Si ipotizza che nella cifra fossero escluse le spese di trasporto ma inclusa quelle di lavorazione.

La presentazione

Il lavoro è stato presentato nei giorni scorsi in un incontro in chiesa madre, organizzato dal parroco don Francesco Cazzato, in cui sono intervenuti la stessa Sorrone e il restauratore Andrea Erroi.

«Per il dottorato di ricerca ho studiato i rapporti tra la committenza locale e Napoli, in merito alla richiesta delle opere in legno e marmo. Ero partita – racconta la giovane ricercatrice – facendo una mappatura di tutti gli altari di marmo nella provincia di Lecce, in particolare quelli che non erano stati studiati, da Racale a Casarano o Ugento, per citarne alcuni, ma sono riuscita a recuperare solo i documenti di Presicce. Nell’Archivio storico del Banco di Napoli ho trovato tutta la storia della commissione di tutto l’arredo marmoreo della chiesa. Il documento trovato è importante perché possiamo capire come si è svolta la vicenda, come è stato trovato l’artista e le persone coinvolte nell’affare tra cui Gaspare Arditi, il figlio Michele e Girolamo Mezio».

La ricerca

La ricerca per Presicce è partita dall’iscrizione sulla chiesa 1781. Nei documenti si specificano anche le tipologie di marmo da usare, i vari materiali in aggiunta e i colori.

«Baldassarre di Lucca è uno degli artisti vicini alla cerchia di Giuseppe Sanmartino, famoso anche per il Cristo Velato, inoltre, – continua la Sorrone – nell’Archivio di Stato a Lecce, che sono andata a controllare per scrupolo, ho trovato anche un’altra grande informazione: pare che Baldassare sia venuto personalmente a Presicce per montare gli oggetti e per trovare tutti gli elementi per completare l’arredo e si è interessato anche per il trasporto di tutto. Di solito, gli scultori, non avevano tutte queste premure per i committenti». La studiosa ha riportato la vicenda del ritrovamento dei documenti in un articolo pubblicato sulla rivista specializzata “L’Officina di Efesto”.