Uccise il padre 89enne dandogli fuoco: 30 anni la condanna per l’agente immobiliare di Collepasso

850
Collepasso, l’abitazione della famiglia Leo dove si è consumato l’omicidio

Collepasso – Fu un’azione volontaria, messa in atto per “liberarsi” dell’anziano dandogli addirittura fuoco: questa la conclusione alla quale sono giunti i giudici di Corte d’Assise di Lecce condannando a 30 anni di carcere il 50enne agente immobiliare di Collepasso Vittorio Leo.

Fu lui, hanno detto i giudici, il 29 maggio dello scorso anno, a trasformare il padre 89enne Antonio (docente in pensione originario di Sannicola) in una torcia umana, nel corso dell’ennesimo litigio, gettandogli addosso dell’alcol all’interno della cucina con i fornelli accesi. La perizia disposta nel corso del processo escluse pure l’eventuale incapacità di intendere e di volere dell’imputato.

“Omicidio volontario”

Ad aggravare la posizione del 50enne ha concorso anche il fatto di non essersi neppure dato da fare per allertare immediatamente i soccorsi, che avrebbero forse potuto salvare la vita al padre. Dopo aver provocato deliberatamente l’omicidio, hanno chiarito i giudici, l’uomo ha pure atteso seduto sul divano l’arrivo dei carabinieri (chiamati da lui stesso) dopo aver pure consumato un piatto di pasta e in seguito ripulito casa.

I giudici sono pure andati oltre le richieste del pm che in una fase intermedia del processo era giunto a rivedere l’accusa da omicidio volontario a preterintenzionale, salvo alla fine ritornare sulla prima richiesta e avanzare un richiesta finale di 14 anni, mentre l’imputato ha sempre sostenuto l’ipotesi dell’incidente, escludendo di aver voluto volontariamente uccidere il padre.