Tuglie, i conti in piazza

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TUGLIE. L’indennità del Sindaco, degli assessori e alcuni incarichi provinciali sono ancora al centro del dibattito politico cittadino. La minoranza di “Bene Comune” (con Antonio Vincenti), in un nuovo manifesto, rimarca “le disparità di somme tra la passata amministrazione e quella attuale”. «Gli stipendi del Sindaco e della Giunta – si legge – sono da calcolarsi al lordo perché così gravano sulla nostra comunità e non al netto. Per quanto riguarda gli incarichi in Provincia siete stati favoriti solo da una “fortunata coincidenza astrale”. Ci scusiamo con la vicesindaco Silvia Romano, per le imprecisioni sugli importi. Avevamo considerato solo l’incarico del 2012. A questo si aggiungono altri tre per un totale di 53.248 euro, tra il 2011 e il 2013. Per il consigliere Filippo Calò, “Bene Comune” ha omesso di riferire che è stato anche nominato presidente del Collegio sindacale di “Alba service” con decreto del Presidente per un misero compenso annuo pari a 15mila euro, incarico che gli varrà circa 40mila euro. Questi sono atti ufficiali consultabili sul sito www.provincia.le.it che provano la nostra correttezza».

Pronta la replica dei chiamati in causa. «Mi si accusa – risponde Calò – di avere avuto degli incarichi professionali pubblici. Devo quindi dedurre che nessun professionista di sinistra ha mai avuto incarichi pubblici. Eppure mi risulta che un consigliere comunale di sinistra ha avuto incarichi presso diversi Comuni e anche altri esponenti della sinistra tugliese, persino non laureati, hanno avuto ed hanno incarichi pubblici anche a livello nazionale. Noi professionisti dovremmo forse vergognarci di fare consulenze e di svolgere la nostra attività professionale anche nel pubblico? Questo è il frutto di un’opposizione attenta? Il confronto politico dovrebbe essere basato sui programmi e non su accuse, su dati inesatti esposti al pubblico giudizio, atti a minare la rispettabilità della persona. Ma su questo mi riservo di affrontare l’argomento in sede competente».

«Il secondo manifesto di “Bene Comune ” – afferma il vicesindaco Romano – avvalora la mancata responsabilità dell’opposizione nel dichiarare false informazioni per confondere ed instillare odio alla cittadinanza. Ciò è dimostrato dal fatto che nel primo manifesto mi si attribuisce la somma di 21mila euro che avrei percepito in sei mesi, mentre nel secondo la stessa somma viene ripartita in dodici. Basta fare la somma matematica degli anni e dividerla per i mesi per ottenere l’importo da me guadagnato. Si continua ad asserire che avrei ricevuto incarichi dalla Provincia per fortunate congiunture. Intendo precisare che non ho mai ricevuto incarichi, ma ho partecipato e vinto un concorso per mediatori familiari. Chi vede del marcio ovunque, sarà mica egli stesso marcio? E per il sol fatto di essere un consigliere allora, e vicesindaco oggi, ho automaticamente perso il diritto di partecipare a concorsi pubblici?».