“Troppe inadempienze”: l’opposizione diserta la riunione e lancia due diffide: rescindere il contratto con la ditta e riassumere i licenziati

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Corso Roma, agosto 2019

Gallipoli – Intimare formalmente alla Gial Plast la immediata riassunzione di tutti gli addetti illegittimamente licenziati entro e non oltre otto giorni “con riconoscimento di tutti i diritti a loro dovuti dal licenziamento al reintegro; procedere con immediatezza anche alla risoluzione del contratto con la Gial Plast per le “gravissime inadempienze poste in essere, così come rilevate dal Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl”: torna in campo, dopo un periodo di relativo silenzio, il gruppo di minoranza Gallipoli futura, attaccando ancora una volta l’Amministrazione comunale sul servizio rifiuti.

Con un documento di 14 pagine, GF e il suo capogruppo Flavio Fasano diffidano il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, sudi un terreno che ha visto spesso confronti aspri in seno al Consiglio comunale e fuori. L’occasione ai consiglieri di Gallipoli futura questa volta è fornita dalla convocazione della quinta commissione consiliare, chiamata a verificare l’andamento della raccolta differenziata.

“Abbiamo denunciato tutto l’11 aprile”

Noi non ci saremo – scrivono Fasano e Giuseppe Cataldi – in piena coerenza con quanto denunciammo con la lettera dell’11 aprile scorso inviata a tutti i Sindaci dell’Aro 11 a proposito di ben otto proroghe del vecchio capitolato, estremamente vantaggioso per l’azienda e costosissimo per il Comune”.

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Le otto proroghe al vecchio contratto vengono richiamate puntualmente, la prima datata 28 giugno 2017, l’ultima il 6 dicembre 2018. La diffida trae origine – si spiega nella lunga nota – anche “alla luce della gravissima emergenza igienico sanitaria subita in piena estate”. L'”emergenza ambientale” era stata richiamata dai consiglieri anche con una richiesta di “intervento urgente” l’11 luglio scorso e poi il 7 agosto con richiesta al Sisp per ottenere copia degli atti relativi alla questione-differenziata.

I rilievi fatti dall’Asl 

Vi si leggeva di automezzi maleodoranti, continuo accumulo di rifiuti, collocazione permanente nelle strade dei bidoni; impiego di mezzi di vecchia immatricolazione, persino “carenze igienico sanitarie dei locali sede della Gial Plast” ed altro ancora.

Due giorni dopo l’istanza di Gf, il Servizio igiene e sanità pubblica consegnava copie delle quattro note inviate al Comune, Sindaco e dirigente dell’Ufficio tecnico comunale. Le note dell’Asl contengono valutazioni piuttosto negative sull’andamento del servizio di raccolta dei rifiuti. Il 23 luglio il Sisp fa un esame del capitolato d’appalto del servizio e della relazione tecnica dell’offerta migliorativa presentata dall’Aggiudicatario (Gial Plast di Taviano e Colombo Biagio di Monza), rilevando numerose carenze.

Servizi non espletati

L’Asl richiama l’attenzione sulla frequenza dei lavaggi e sanificazione del territorio; ubicazione dei contenitori, lavaggio strada (“Non risulta alcun servizio”), l’Ecocentro utile ma insufficiente, la spazzatrice utilizzata in modo errato per orari e per modalità d’impiego; diserbo e sfalciatura poiché il verde invade tratti di strade e marciapiedi; nessun cronoprogramma su operazioni di disinfezione e disinfestazione, contro blatte e topi.

Gallipoli futura interviene poi sul caso operai licenziati (una decina fra Gallipoli e Alezio, (trenta in totale) dopo l’interdittiva antimafia della Prefettura che ha raggiunto l’azienda tavianese. Fasano e Cataldi partono dalla nota della Prefettura con cui dal Palazzo del governo si scinde il provvedimento prefettizio dalla decisione autonoma dell’azienda di procedere a licenziamenti giustificati per i “precedenti penali” dei lavoratori.

Licenziamenti senza alcun motivo

“La verità è che si sia voluto procedere ad una sorta di epurazione – affermano i consiglieri di opposizione – ai danni di chi da oltre vent’anni lavora onestamente e senza mai ricevere alcuna contestazione disciplinare”. “Non è secondario il fatto che vede la consociata Ati Colombo Biagio  srl ancorché non colpita da interdittiva ed alle cui dipendenze consta vi siano anche lavoratori pregiudicati e questi sìper reati di mafia,di fatto non ha giustamente proceduto ad alcuna contestazione disciplinare, segno tangibile che essi possono continuare regolarmente a ragionare”.

 

 

 

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