Ha torto la Regione, da restituire al Comune di Ugento 268mila euro

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municipio UgentoUGENTO. Il finanziamento concesso dalla Regione al Comune di Ugento per gli interventi contro l’erosione costiera non può essere annullato. Parola del Tar di Lecce, che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto. Oggetto del contendere è lo stanziamento di circa due milioni di euro concesso il 12 ottobre 2001. Non tutto il finanziamento, in realtà, ma “solo” i 268mila euro destinati alla progettazione.
Questa la cronistoria del finanziamento conteso. Dopo aver concesso i fondi, il 19 febbraio 2004 la Regione effettua un sopralluogo e il 24 ottobre 2006 omologa il finanziamento, riducendo però a 213mila euro le spese per i progettisti. I problemi cominciano nel 2008, quando da Bari viene disposta un’istruttoria sull’ammissibilità delle spese relative alla progettazione esecutiva, alla direzione dei lavori e al coordinamento della sicurezza. Istruttoria che si conclude il 5 maggio dello stesso con l’eliminazione, dal totale del finanziamento, degli importi relativi alla progettazione. Motivo? Il Comune ha affidato gli incarichi in via fiduciaria, violando, secondo la Regione, le normative in materia di appalti pubblici.

Il Comune di Ugento non ha digerito la decisione della Regione e, assistito dagli avvocati Quinto, ha presentato ricorso al Tar sostenendo che, secondo quanto previsto dal bando, la redazione del progetto esecutivo doveva avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. Un tempo insufficiente per organizzare una licitazione privata per l’affidamento della progettazione esecutiva. In sostanza, per mancanza di tempo il Comune ha affidato la redazione del progetto esecutivo, il coordinamento della sicurezza e la direzione dei lavori agli stessi progettisti che avevano curato le prime fasi del progetto. Procedura che la Regione non ha ritenuto corretta. Il Tar, nel dare ragione al Comune, si è pronunciato sui tempi dei provvedimenti della Regione, sottolineando come la revoca dei fondi sia avvenuta ad oltre due anni dall’omologazione del finanziamento. Un lasso di tempo ritenuto, evidentemente, poco ragionevole. Si attende, ora, di sapere se la Regione ricorrerà al Consiglio di Stato per tentare di ribaltare la sentenza.