Torrioni, cinta muraria e cannoniere c’è del nuovo nella Città vecchia

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citta-vecchia-gallipoli citta-vecchia-gallipoli_2 GALLIPOLI. Le cose che hanno fatto parte della storia trovano sempre un modo per venire a galla. I tesori antichi sono lì, sotto terra, aspettando il momento migliore per riemergere. Succede nella città di Gallipoli dove, durante i lavori per il rifacimento della passeggiata lungo le mura, sono stati ritrovati dei bastioni risalenti all’epoca medievale e aragonese. Le mura che circondano la città vecchia di Gallipoli formano un sistema di fortificazioni lungo circa due chilometri e realizzato nel 1480 per garantire la difesa della città dagli attacchi dei nemici e dalle tempeste marine. L’apparato difensivo si innalzava in origine al di sopra delle abitazioni, ma la parte alta fu demolita alla fine dell’Ottocento. Tale struttura era dotata di una rocca e di un bastionamento, che si credeva fosse andato perduto. Durante i lavori per la rimozione del marciapiede gli operai lo hanno involontariamente riportato alla luce, mostrando una parte di Gallipoli nascosta da sempre. Nella nota della sovrintendenza del 26 gennaio dell’anno scorso l’archeologa Paola Tagliente nominata dalla Società Akra Iapygia, interessata negli scavi, ha documentato il ritrovamento di strutture murarie cinquecentesche aventi tre feritoie cannoniere in via Nazario Sauro in prossimità del bastione “S. Agata”. Da successivi scavi è emersa una cinta muraria edificata con la tecnica a sacco appartenente alla fortificazione di età angioina e una condotta di età moderna scavata nella roccia, coperta da blocchi litici ben squadrati e collegata ad un pozzo. Inoltre, in prossimità della Chiesa della Purità, la costruzione di una vasca per la raccolta delle acque pluviali è stata interrotta per il rinvenimento parziale di una torre a pianta circolare. Si è concordato con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Lecce che gli scavi saranno estesi per mettere in risalto la struttura difensiva angioina. In vista della stagione estiva per tutelare i rinvenimenti, è stata predisposta la copertura del torrione con un geotessuto, il successivo interramento parziale dello stesso e la costruzione di un muretto a secco per separare la parte interrata dallo scavo in vista. Queste scoperte hanno contribuito ad aumentare la ricchezza culturale della Kalè Polis, ancora da scoprire.

Chiara Alemanno e Carlotta Renna