Terme di Santa Cesarea: nessun chiaro futuro e stipendi che “saltano”. Protesta davanti al Comune

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Santa Cesarea Terme – Aria di crisi sempre più pesante per i cento lavoratori delle Terme di Santa Cesarea. Segnale inequivocabile gli arretri sulle retribuzioni, dal saldo di dicembre all’ultimo stipendio (gennaio), al “salto” della tredicesima e quattordicesima mensilità. E scatta la protesta anche per il silenzio che si registra sul futuro della società.

Di “stipendi in ritardo e nessuna certezza per il futuro occupazionale della società Terme di Santa Cesarea” parla infatti una nota dei sindacati maggiori che per domani, martedì 2 marzo alle ore 10, hanno indetto un sit in di protesta davanti al Municipio.

Le quote di Regione e Comune

A fianco degli addetti i rappresentanti delle segreterie territoriali di Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs-Uil di Lecce. “Siamo fortemente preoccupati per l’andamento delle attività lavorativa e l’incertezza sull’inizio della nuova stagione, per il mancato rinnovo degli organi del Cda, nonché per le prospettive occupazionali e i ritardi accumulati dalla società nel pagamento degli ultimi stipendi”, dicono Mirko Moscaggiuri (Filcams), Carmela Tarantini (Fisascat) e Antonio Palermo (Uiltucs).

Per i tre sindacati è “inaccettabile” il silenzio del socio di maggioranza che è la Regione Puglia (detentrice del 51% delle quote azionarie) e del Comune di Santa Cesarea (che detiene il restante 49%), “dinanzi alle nostre reiterate richieste di incontro al fine di discutere le possibili soluzioni e rassicurare i lavoratori”.

I sindacati: “Incontro urgente”

Dipendenti “amareggiati” da questo stato di cose dunque, che non dimenticano di rilevare sia il “momento complicato come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19”, sia il percorso di acquisizione ipotizzato dal Sindaco Pasquale Bleve ma ancora senza punti fermi e certi.

Il piano del Comune è rilevare le quote azionarie detenute dalla Regione ed il cui valore stimato è di 13,7 milioni di euro per poi cedere la gestione ad un privato, “tramite un bando con l’obbligo per il vincitore di versare un anticipo sostanzioso sufficiente per acquisire dalla Regione la quota da essa detenuta”. Di questo si è discusso pochi giorni fa in II Commissione della Regione, ma non mancano i dubbi dei commissari che proprio domani effettueranno un sopralluogo  nella giornata di martedì 2 marzo, è previsto un sopralluogo nel centro termale.

Sopralluogo domani dei commissari regionali

“Protesteremo in concomitanza con questo sopralluogo – rimarcano Moscaggiuri, Tarantini e Palermo – perché i lavoratori sono stanchi di attendere risposte sul loro futuro occupazionale. Sono anni che aspettiamo una svolta, la Regione non si è mai degnata di convocarci e ascoltarci. Ribadiamo la nostra volontà di partecipare a un percorso di valorizzazione del sito termale che parli di stabilità ai lavoratori e sviluppo del territorio. I sindacalisti tornano infine a chiedere un incontro urgente con le istituzioni interessate ai vari livelli”.