Taurisano, terremoto nella maggioranza: si dimettono D’Agostino, Seclì e Santoro

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Taurisano – Profonda crisi politica a Taurisano, con la maggioranza Stasi che perde tre pezzi importanti: il vicesindaco Gianluca D’Agostino, l’assessore Katia Seclì e il consigliere capogruppo Sonia Santoro – tutti e tre componenti del gruppo consiliare “Taurisano in movimento” – rendono ufficiale la loro fuoriuscita dalla coalizione di maggioranza.

Una decisione con “effetto irrevocabile e immediato”, si legge nella lettera che i tre dimissionari indirizzano al Sindaco Raffaele Stasi. Contestualmente, gli assessori D’Agostino e Seclì rimettono le deleghe loro assegnate: Lavori pubblici, Manutenzioni e Valorizzazione del Patrimonio per il primo; Cultura, Pubblica istruzione, Politiche educative, Pari opportunità, Qualità della vita e Partecipazione della cittadinanza per la seconda. 

Sotto accusa l’atteggiamento “dittatoriale” di Stasi

Il Sindaco Raffaele Stasi

Un segnale forte della crisi in atto si era già avuto nei giorni scorsi, quando nell’ultimo Consiglio comunale del 22 maggio non è passata inosservata l’assenza proprio di D’Agostino, Seclì e Santoro. In quell’occasione, per tenere in piedi la maggioranza, Stasi ha dovuto richiamare il consigliere Emilio Orlando, lo stesso che nel 2017 dalla maggioranza era uscito, preferendo passare sui banchi dell’opposizione.

Così assessori e consigliere dimissionari spiegano le ragioni della loro scelta: “Sono innumerevoli le motivazioni che ci hanno spinto ad assumere questa difficile ma inevitabile decisione, a lungo ponderata nel corso dell’ultimo anno. Un anno in cui è divenuto sempre più arduo riuscire a tenere una condotta efficace ed efficiente, nella partecipazione attiva alla gestione politico-amministrativa, e ciò a causa dell’atteggiamento autoritario, dispotico e dittatoriale del sig. Sindaco che via via ci ha completamente svuotati dei nostri ruoli e dei diritti e degli obblighi connessi al nostro status”.

In diverse e numerosissime circostanze – si legge nella lettera –, il Sindaco dinanzi a delle nostre legittime richieste/proposte/reclami/osservazioni/sollecitazioni ci liquidava con il suo categorico ‘Il Sindaco sono io! Decido tutto io!!’, rendendo nullo e vano il concetto di gestione democratica della cosa pubblica”.

Delegittimazione e mancanza di fiducia

Noi tre abbiamo comunque ingerito bocconi amari – dichiarano i tre dimissionari – e sperato di essere fautori di quel cambiamento così tanto sbandierato in campagna elettorale, per il bene della nostra amata città e per portare avanti, con responsabilità, il mandato elettorale conferitoci dai nostri elettori. Tuttavia ci siamo quotidianamente imbattuti in una lenta e inesorabile attività di delegittimazione, operata dal Sindaco, nei nostri confronti”.

A ciò si aggiunga la mancanza di fiducia, di cui ci ha resi destinatari: mancanza di fiducia nei nostri confronti – proseguono –, nei confronti del nostro operato e delle nostre potenzialità, nonché la sua mancata volontà di aprire un dialogo con noi e ascoltare i disagi più volte palesati, che poi erano anche i disagi dei cittadini, di fasce della cittadinanza, di cui ci facevamo portatori. Nell’ultimo anno abbiamo dovuto incassare, pesantemente e pazientemente, una vera e propria mancanza di rispetto e di considerazione, dapprima personale e poi politica”.

D’Agostino, Seclì e Santoro denunciano una situazione di “prepotenza monopartitica” e un venir meno dello “spirito democratico che deve essere la base indefettibile nell’amministrazione di una città”. Infatti: “Come Movimento, nonché singolarmente – scrivono – l’abbiamo (il Sindaco, ndr) più volte sollecitato a instaurare un rapporto diretto con la cittadinanza, a programmare riunioni con i cittadini, delegazioni di cittadini, associazioni, per ascoltare e recepire le loro istanze, sulle diverse e varie tematiche, senza tuttavia ottenere alcuna disponibilità da parte dello stesso”.

Sottrarsi a “un suicidio dei cuori e delle intelligenze”

Da qui l’inevitabile scollamento dalla maggioranza Stasi: “Per diverso tempo, con non poca sofferenza – scrivono i tre –, siamo stati complici di una gestione amministrativa che non potevamo, e non possiamo, condividere. Sono, ahimè, caduti nel vuoto i nostri suggerimenti e le nostre proposte, e ciò ha reso, sempre più profondo, lo scollamento tra noi ed il resto della maggioranza, una maggioranza in cui non possiamo e non vogliamo più riconoscerci perché è venuta meno la comunione di intenti nonché la fiducia e la stima reciproca”.

La volontà dei tre fuoriusciti è continuare a far sentire la propria voce costituendosi come gruppo indipendente: “Essere amministratori responsabili vuol dire avere il coraggio e l’umiltà di fare un passo indietro. Ed è quello che stiamo facendo noi ora. Lasciando questa maggioranza per costituirci gruppo autonomo e indipendente. Ed è da questi banchi che continueremo a portare avanti il nostro ruolo di consiglieri comunali, avendo questa volta come punto di riferimento solo il bene della nostra città e di tutta la comunità.”

Dura e decisa la conclusione: “Con questa difficile e sofferta scelta – si legge ancora –ci riprendiamo un po’ di quella dignità e serenità che da tempo avevamo perso nel dover sottostare all’egemonia incondizionata e indiscussa di un Sindaco che avocava a sé ogni potere e ogni decisione, provocando di fatto ‘un suicidio dei cuori e delle intelligenze’ di chi, come noi tre, ha creduto davvero e fino all’ultimo di poter essere degni rappresentanti della comunità taurisanese”.