Tante offerte, nel vuoto

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L’ex caserma dei carabinieri di Casarano più volte in vendita: nell’ultimo bando si partiva da 1,3 milioni di euro

Famiglie e Comuni, piccole e grandi comunità di fatto nelle medesime (e precarie) condizioni, costrette a fare scelte a volte dolorose. I segni inequivocabili di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti. Nell’ultimo anno i “Compro oro” si sono moltiplicati, come le famiglie che hanno rinunciato a catenine, bracciali, anelli, regali ricevuti in ricorrenze familiari e quindi con un alto valore affettivo.

In modo speculare grandi e piccoli Comuni si sono visti costretti a vendere i loro “gioielli”, impossibilitati a ultimarli o a gestirli in proprio. Anche quando producono utili, come nel caso delle farmacie comunali. Così, immobili che fino a qualche anno fa sarebbero andati a ruba, ora rimangono, asta dopo asta, tristemente invenduti.

Sono così destinate ad aumentare le difficoltà dei Comuni che per venire fuori dalle secche di bilancio e per affrontare le necessità più urgenti nell’ambito dei servizi sociali, avevano contato sulle vendite di immobili propri. Fino all’anno scorso, perchè da quest’anno gli eventuali ricavi dovranno essere utilizzati solo per investimenti e non più per le spese correnti dei Comuni.

Nella quasi totalità la risposta alle aste comunali  è stata deludente: in alcuni casi, come stabilisce  la legge  dopo tre pubblicazioni di bando andati deserti si è abbassato il valore degli immobili del 10 e del 20%, passando anche alla trattativa privata ma – a conti fatti – si è mosso davvero poco. «È la crisi», si dice. Ma altri puntano il dito sugli usi possibili dei beni pubblici all’asta, troppo limitati per incoraggiare l’iniziativa imprenditoriale privata.

A Parabita si è provato a vendere l’ex mercato coperto di via Bonaparte (prezzo base di 646.720 euro), immobile da  700 mq con un’area di pertinenza di 1.355 mq che conserva la destinazione d’uso di attività commerciale. L’operazione rientra nel piano delle alienazioni degli immobili comunali approvata nel 2011.

A Racale in questo mese sono stati messi in vendita sette immobili tra terreni e locali, compresa una piscina (ne parliamo a parte.

Ad Alliste nell’ottobre scorso sono stati inseriti nel piano di alienazioni 28 immobili. Tra quelli messi all’asta, è pervenuta un’unica offerta per un terreno di 490 metri quadrati ed un valore a base d’asta di 44.100 euro. Nella precedente asta nessuna offerta era pervenuta.

I Comuni che finora non si sono cimentati nelle aste pubbliche sono Ugento e Taurisano. «Non che qui si navighi nell’oro – dicono dai Municipi – ma finora ne abbiamo fatto a meno».