Stesso numero di abitanti, 15mila operatori sanitari in meno tra Puglia ed Emilia Romagna: la differenza che non ci fa dormire tranquilli in questa emergenza

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Rocco Palese
Rocco Palese

Senza alcun intento polemico, ma anzi per capire perché tutti in questo momento di emergenza dobbiamo rimboccarci le maniche all’insegna della solidarietà, in maggior misura in Puglia e al Sud, vanno ricordati alcuni dati oggettivi che spiegano perché da noi saremmo del tutto impreparati se l’emergenza Coronavirus dovesse raggiungere le proporzioni raggiunte al Nord.

Se la sanità nelle Regioni del Nord è più attrezzata, se vi sono più posti letto e più personale, non è perché loro sono i ‘buoni’ e noi i ‘cattivi’: al netto della qualità della spesa che in alcune Regioni meridionali è stata pessima, va detto che da quando nel 1996 (Legge 662/96 art. 1, comma 34, primo Governo Prodi) furono modificati i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, in assenza di regole, noi meridionali e noi pugliesi, a parità di abitanti con una regione del Nord, abbiamo perso circa 9 miliardi di euro (prendiamo circa 400 milioni di euro in meno all’anno).

Ha ragione quindi il prof. Lopalco quando dice che in Puglia ci sono 15mila addetti alla sanità in meno rispetto all’Emilia Romagna che ha lo stesso numero di abitanti e che qui è come se noi giocassimo in 6 e gli altri in 11. E questo vale anche per le apparecchiature, per i posti letto, per tutti gli investimenti in sanità. Per non parlare di quello che stava per accadere nel 2003, quando si voleva attuare il famigerato Decreto 56 sul federalismo fiscale e la Puglia con la Giunta regionale di centrodestra in prima linea, vinse la battaglia sulla sua sospensione, e per non dire cosa sarebbe accaduto se fosse stata approvata la recente riforma sull’autonomia differenziata chiesta a gran voce dai Governatori del Nord.

Questo è il momento della solidarietà e, a maggior ragione, non si può dimenticare che il Sud ha bisogno del resto d’Italia anche e soprattutto perché negli ultimi anni criteri oggettivamente premianti per le Regioni del Nord ci hanno fatto perdere decine di miliardi destinati agli investimenti in sanità. Ai cittadini meridionali è quindi richiesto maggior senso di attenzione e di responsabilità nel limitare il più possibile la diffusione del contagio e al Governo è richiesta maggiore attenzione nel sostenere la sanità delle Regioni del Sud in questo momento di emergenza.

Rocco Palese – Presicce-Acquarica