Spongano, nell’ipogeo Bacile un singolare presepe di immagini, sculture e musica

Il percorso vuol far riflettere sul presepe come simbolo di unione fra i popoli

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Spongano – Si potrà visitare fino al 13 gennaio, dalle ore 18 alle 20, il presepe di “Anime e Terre” allestito nell’ipogeo Bacile. Proposto da Fabio Bacile di Castiglione, è un presepe singolare, con le immagini fotografiche di Francesco Congedo e le atmosfere sonore di Giovanni Corvaglia, musicista elettronico che ha curato anche l’allestimento e la direzione artistica. Alle immagini e alla musica si sono poi aggiunte le sculture in pietra leccese di Gabriele Pici. L’evento è promosso dal gruppo di Terra d’Otranto dell’associazione internazionale dei Caterinati, e patrocinato dalla delegazione di Lecce del Fai, dal Comune e dalla Pro loco di Spongano. Info: 349.6730936. Ingresso gratuito.

Fabio Bacile di Castiglione

Simbolo di unione tra i popoli. L’iniziativa, nata “da un incontro casuale, è finalizzata a ragionare sul significato del presepio come simbolo sincretico di unione tra i popoli”, scrive Fabio Bacile di Castiglione. Intorno al tema centrale della Natività ruotano altri quattro elementi: l’ipogeo stesso che evoca antiche suggestioni; gli attimi di vita colti da Francesco Congedo nelle sue fotografie; le sculture luminose, ispirate alla natura, di Gabriele Pici; e le atmosfere sonore di Corvaglia, che sintetizza il tutto in un’armonica opera d’arte.

Gli scatti di Francesco Congedo. “Ogni foto di questa esposizione ha una sua storia, sono foto di strada, colte al volo, senza posa e… senza permesso. Sono istanti di alcuni miei viaggi, incastonati nel tempo del mondo. Nepal, Ethiopia, Nagaland (India) Sri Lanka, Marocco, Ghana, Namibia, Cuba, tra deserti, laghi, mari, montagne, cascate, con momenti felici e momenti tristi, di gente di ogni dove che dovrebbe far parte, tutta, dello stesso presepe” dice Francesco Congedo. È sua la foto icona del presepe, denominata “Ragazza madre Himba” e scattata in Namibia, vincitrice del premio fotografico indetto dall’Onu per l’Hnhcr 2018 e tra le vincitrici del Premio Internazionale Michelangelo 2018.

Il giardino dei suoni. Le atmosfere sonore sono ispirate dallo stesso ipogeo, “spazio con dentro altri spazi, in cui “il suono si diffonde, rimbalza, genera altri suoni e richiede silenzio, attenzione e ascolto”, dice Giovanni Corvaglia. “Per me – continua – l’ipogeo Bacile è questo: un luogo con un silenzio antico, il ventre di una grande cassa armonica fatta di terra, roccia e pietra; è un privilegio ascoltarlo e farlo suonare”. Nasce così il Giardino dei suoni.