Gallipoli – Acquisire una relazione geomorfologica “al fine di valutare la stabilità del costone sottoposto all’area di che trattasi, che verrà valutata dall’Ufficio tecnico comunale”: questo lo scopo di un incarico professionale ad un geologo da parte del dirigente della sezione Demanio e Patrimonio del Comune di Gallipoli. L’area interessata dalla richiesta analisi è quella del lungomare Galilei dove si solito operano strutture mobili di ristoro e di divertimento.

Area a pericolosità elevata In gergo urbanistico si chiama zona PG2, ossia “area a pericolosità geomorfologica elevata”. Su quell’area di circa 1.900 metri quadri alcuni operatori privati di attrazioni e spettacoli viaggianti vorrebbero installare la propria attività, come da richiesta inoltrata al Comune.

Per fornire una risposta con relative eventuali autorizzazioni l’ufficio Demanio e Patrimonio ha proceduto ad individuare ed incarica un geologo. La scelta è caduta sul dottor Marcello De Donatis di Lecce, già inserito nella lista di professionisti da cui attingere “per affidamento di servizi tecnici di ingegneria, architettura o servizi complementari”.

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Il geologo esperto Va detto, come del resto ricordato nella determina dell’ufficio comunale, che il geologo De Donatis ha negli anni scorsi svolto il monitoraggio dell’area ricadente nella zona PG2 e “pertanto lo stesso professionista ha già acquisito conoscenza del livello di criticità della zona”.

L’importo previsto complessivo dell’incarico è di 4.355 euro. Attraverso questa via forse si metterà fine a periodiche polemiche e denunce da parte di quanti ritengono che i rischi geologici insiti in quel costone siano tali da non contemplare insediamenti di strutture di qualsiasi natura.

In un tratto assegnato gratuitamente al Comune dall’Autorità marittima locale “allo scopo di mantenere le opere di viabilità e decoro urbano” e con porzioni di demanio marittimo da assegnare in concessione a privati “ai fini dell’esercizio dell’attività di market attrezzato nonché per attività di spettacolo viaggiante”.

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