Spari, spuntano i clan

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clan-nardoNARDÒ.Ha preso il posto che gli spettava Antonio Duma, anche se ancora lo nega, nello scontro del drammatico 16 maggio in cui Gianni Calignano, 27 anni, ha rischiato di morire per un colpo di pistola al petto. Gli inquirenti non credono proprio alla versione di un incontro casuale “per andare a bere un caffè” in un bar di corso Galliano col giovane amico; gli investigatori, grazie alle telecamere della zona, possono documentare ben altro, praticamente l’opposto, compreso l’accompagnamento del ferito presso il pronto soccorso dell’ex ospedale neretino. Così l’intera vicenda si tinge dei colori foschi dei gruppi criminali di stampo mafioso in cui Duma non ha avuto e non ha certo ruoli marginali. Lo dimostrerebbe, tra l’altro, il quantitavo di cocaina assegnatogli per lo smercio (200 grammi, quelli ritrovati nel garage della madre) che potrebbe provenire da un altro clan salentino, quello dei Coluccia di Galatina. E Duma, con un gruppo di cinque uomini tra cui Calignano, gestirebbe in proprio il traffico di droghe ed altro , senza il “permesso” dello storico clan neretino capeggiato da Marcello Dell’Anna, 47 anni oggi gran parte dei quali passati dietro le sbarre. Su questo stanno lavorando i carabinieri e il pubblico ministero Stefania Mininni. Tra non poche difficoltà, tra cui il clima di omertà piuttosto diffuso in città e i silenzi dei tre arrestati: Francesco Russo, 64 anni di Nardò, Angelo Caci, 47enne di Gela (Siracusa), Giampiero Russo, 26 anni e figlio di Francesco. Per la stessa vicenda sono tuttora ricercati due gelesi.