Spaccio di cocaina ed estorsioni: quattro salentini in affari con gli uomini di Tuturano. Dieci arresti all’alba

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Casarano – Ha coinvolto il 33enne di Casarano Simone Cosimo Casalini, il 40enne di Collepasso Andrea Toma ed il 25enne di Cutrofiano Cosimo Toma l’operazione antidroga condotta questa mattina all’alba dai carabinieri delle Compagnie di Brindisi e di Lecce.

Nel totale sono stati arrestate undici persone, quattro in carcere e sette ai domiciliari, ed è stato disposto anche un provvedimento di applicazione dell’obbligo di dimora. Altri sei sono i soggetti indagati. Gli arrestati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della recidiva, nonché del reato di ricettazione. Con il casaranese Casalini sono finiti ai domiciliari anche Andrea Toma di Collepasso e  Cosimo Toma di Cutrofiano così come Stefano Tomeo (43 anni) di Copertino, Pasquale Attanasi (31), Damiano Attanasi (28) e Adriano Vitale (51), tutti di Tuturano.

In carcere sono finiti Luigi Mombello (45 anni), Adriano Mombello (49) e Gabriele Giannone (45), tutti di Tuturano e Stefano Morleo (52) di Brindisi.

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Le operazioni sono state condotte in collaborazione con il sesto Nucleo elicotteri carabinieri di Bari, con il  Nucleo cinofili di Modugno e Tito, nonché dell’11° Reggimento “Puglia”.

Le indagini condotte dai carabinieri hanno documentato 23 cessioni di cocaina, dal novembre 2018 allo scorso maggio, tra Casarano, Collepasso, Copertino e Tuturano (frazione di Brindisi), per un totale di 1.750 grammi. Accertata anche la consegna di due chilogrammi di marijuana. A dare il via alle indagini è stato il sequestro di un gommone contenente 125 chilogrammi di marijuana proveniente dall’Albania.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 250 grammi di cocaina, per un valore complessivo pari a 20mila euro. Alcune dosi per complessivi 225 grammi erano state occultate nel doppiofondo della carrozzeria dell’autovettura di uno degli indagati, in un’intercapedine ricavata nel paraurti, per accedere alla quale è stato necessario rimuovere la targa e il relativo porta-targa. La somma pari a 14.930 euro, quale presunto provento dell’attività illecita, è stata invece rinvenuta presso l’abitazione di residenza di uno degli indagati.

La banda pare fosse specializzata in furti di attrezzatura agricola e di cantiere (frese, escavatori, gruppo elettrogeno) presso aziende agricole e capannoni industriali delle province di Brindisi e Lecce. Al furto seguivano le richieste estorsive con il cosiddetto metodo del ”cavallo di ritorno”.

I carabinieri hanno, infatti, ritrovato una macchina operatrice (pala caricatrice) e attrezzi agricoli di cospicue dimensioni, per un valore di circa 25mila euro, oggetto del furto  avvenuto lo scorso dicembre ai danni di un imprenditore agricolo di Mesagne.

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