Sigilli per “Ecolio 2” a Presicce-Acquarica: “Sequestro necessario” per Italia nostra

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Presicce-Acquarica – «Un sequestro necessario!»: è la sezione Sud Salento di Italia nostra a commentare il provvedimento “preventivo” apposto ieri all’impianto di trattamento dei rifiuti Ecolio 2 in località “Spiggiano canale”, dove un tempo era solo Presicce ed oggi è Presicce-Acquarica.

Marcello Seclì

Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento con sede a Parabita, segnala una particolarità nell’avviso di sequestro affisso davanti al cancello dell’impianto: «Sullo stesso pannello identificativo dell’azienda, accanto ad un romantico ed innocuo ramoscello d’ulivo, compare la “rassicurante” scritta: passione per il progresso, rispetto per l’ambiente. Se quello che si svolgeva all’interno dell’impianto Ecolio 2 – spiega Seclì – poteva definirsi progresso e rispetto per l’ambiente, vorrebbe dire che Greta Thumberg è assoldata dalle compagnie petrolifere».

Le proteste

“Italia nostra” ricorda le proteste degli ultimi anni portate avanti dagli abitanti del posto, di Salve e dei paesi vicini “per effetto delle emissioni acri, nauseabonde  e particolarmente nocive”. «In quell’impianto infatti, come appurato dalle indagini della Procura, non venivano più trattate le acque di vegetazione provenienti dai frantoi oleari (visto tra l’altro il disseccamento degli ulivi) per cui era nato ed era stato autorizzato, bensì una serie di rifiuti liquidi speciali e pericolosi rivenienti da diverse parti d’Italia», spiega Seclì.

«Per verificare la legittimità degli impianti e del loro funzionamento – si legge in una nota dell’associazione – la sezione Sud Salento presentò lo scorso dicembre un esposto alla Procura della Repubblica di Lecce e, insieme ad altre associazioni, organizzò lo scorso gennaio a Presicce e poi a Salve  un convegno ed una manifestazione alle quali presero parte migliaia di cittadini dei comuni interessati, nonché di esperti ed amministratori locali, tanto da risultare un ulteriore input presso gli inquirenti per effettuare ulteriori analisi ed indagini che oggi sono approdate al sequestro dell’impianto».

“Stop ai rifiuti da fuori provincia”

Ora, nel rivolgere il plauso al provvedimento di sequestro emesso dal Gip Simona Panzera, “Italia nostra” auspica che “l’Amministrazione comunale di Presicce-Acquarica dia tutto il supporto alle indagini in corso ed attivi le necessarie ed opportune iniziative perché tale l’impianto venga totalmente soppresso o, quantomeno, non vengano più trattati rifiuti pericolosi provenienti al di fuori della provincia di Lecce, vista le numerose e rilevanti criticità ambientali e sanitarie che sempre più si registrano nel nostro territorio”.

L’invito rivolto alle istituzioni locali e alla Regione Puglia è quello di “riconsiderare con tempestività e rigore tutto il settore dei rifiuti (che è diventato un grande business) in cui molte aziende operano in difformità delle leggi a discapito delle tasche dei cittadini, dell’ambiente e della salute”.