A Seclì sfida a tre: è la prima volta

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SECLì.Come era previsto sin dalla vigilia, sarà una corsa a tre, con un esito molto incerto, a portare alla scelta del nuovo Sindaco. Come in ogni piccolo paese, dove tutti si conoscono, la politica si intreccia inevitabilmente con parentele e amicizie ed accanto alle ideologie conteranno molto anche i rapporti personali. Alla fine, infatti, su circa 1.750 elettori si contano 31 candidati (tre a sindaco e 28 a consigliere), ovvero uno ogni  56 elettori. Come più volte dichiarato, il sindaco uscente Luigi Negro non si è ricanditato per un  secondo mandato.

Per le elezioni del 25 maggio (si vota insieme alle Europee solo di domenica) la civica uscente, sulla scia di una continuità amministrativa, punta sull’attuale vicesindaco  Antonio Casarano. Insieme a lui fanno parte della lista  “Al servizio di Seclì” gli attuali assessori e consiglieri ad eccezione di Raimondo Colopi. Il programma, come evidenzia Casarano, “è orientato al perfezionamento di tutte le opere già avviate e all’inserimento di nuove che completeranno la visione generale e organica del paese”. In particolare ci sarà impegno “per la sicurezza stradale, la risoluzione definitiva del problema degli allagamenti, l’approvazione del Pug, i servizi di urbanizzazione in tutte le zone edificate, la cura degli impianti sportivi”.

“Insieme per una nuova Seclì”  punta, invece, su volti nuovi già dal leader, Sonia Giaffreda, nata ad Aradeo ma sposata e residente a Seclì da 23 anni. Come lei stessa ci tiene a sottolineare, il gruppo, tranne che per Pasquale Mighali che ha già partecipato alla precedente tornata elettorale, è costituito “da persone che scendono in campo per la prima volta con grande entusiasmo puntando ad una concretezza  negli interventi dopo anni di blanda amministrazione”. La Giaffreda vuole mettere al servizio del paese “l’entusiasmo e l’energia” perchè “l’arte del governare il paese sia orientata al bene di tutti”. Voglia di un cambiamento radicale per Anacleto Epifani, leader di “Seclì Viva”.

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Per lui “c’è nel cuore la certezza che si può cambiare in meglio per superare i colori e le bandiere politiche che dividono il nostro paese”. A suo parere conta poco “la famiglia alle spalle e i suoi voti, lo stato sociale ed economico del gruppo”;  quel che è importante  è “il suo progetto”. Epifani pensa che occorra “gente nuova, con le motivazioni giuste e voglia di fare; uomini e donne senza logiche di partiti e di fantomatici comitati ed amministratori ombra da spostare nell’ultimo fine settimana di ottobre”. E ancora “aiuti alle famiglie numerose e sostegno a giovani, anziani e volontariato”.

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