“Sette pazienti di Terapia intensiva in tre ospedali: troppo pochi”. Chiuso il reparto di Scorrano

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L’ospedale di Scorrano

Scorrano – Troppo pochi i pazienti in Anestesia e Rianimazione negli ospedali no Covid di Casarano, Gallipoli e Scorrano per non procedere, in questa fase della pandemia, ad una riorganizzazione della rete di Rianimazione Covid. Risponde così l’Asl di Lecce a perplessità e qualche protesta circa i reparti indicati nel nosocomio di Scorrano, tra cui il “No alla chiusura” del consigliere regionale Paolo Pagliaro.

La situazione attuale viene così descritta dai vertici Asl, sulla base dei dati riferiti al 18 scorso. Nei reparti Anestesia e Rianimazione degli ospedali di Scorrano, Casarano e Gallipoli (ospedali no Covid) erano ricoverati “solo pochissimi pazienti. Cardiochirurgia, Neurochirurgia ecc. vengono eseguiti al “Vito Fazzi” di Lecce”.

Sette pazienti in Intensiva in tre ospedali

Più nel dettaglio, la situazione presentava: “Scorrano 3 pazienti di cui uno di rianimazione e gli altri due di Terapia intensiva post operatoria (Tipo), Gallipoli un paziente di rianimazione e un secondo, operato, in attesa di trasferimento dalla sala operatoria; Casarano 3 pazienti di cui 3 di Terapia intensiva post operatoria (Tipo). In Terapia intensiva post operatoria i pazienti vengono dimessi il giorno dopo, considerato che gli interventi di cardiochirurgia, neurochirurgia.

Negli stessi giorni a Lecce nella Terapia intensiva post operatoria (Tipo), vi erano 16 pazienti e nella Rianimazione Covid 21 pazienti, metà dei quali provenienti da altra provincia. Nelle stesse giornate era attivo inoltre un ponte aereo per il ricovero a Lecce di pazienti in pericolo di vita.

Due medici volontari trasferiti 

“Per potenziare la rete dei posti di rianimazione Covid, quindi per mettere a disposizione del Dea Fazzi, più medici e infermieri specializzati – spiegano dalla direzione sanitaria di Lecce – è stato chiesto, su base volontaria, un aiuto al personale medico e infermieristico dell’Unità operativa Anestesia e Rianimazione del presidio ospedaliero di Scorrano. Hanno risposto positivamente due medici.

Nell’Ospedale di Scorrano l’Asl ha quindi sospeso solo i ricoveri in Terapia intensiva provenienti da altri presidi, considerato che non ci sono molti pazienti no Covid da ricoverare in Rianimazione. “Rimane garantita nell’ospedale – si rimarca – tutta l’attività anestesiologica e di terapia Intensiva post operatoria per i pazienti ricoverati e per coloro che saranno ricoverati nella struttura nei prossimi giorni”.

L’ipotesi estrema

“Se la situazione si dovesse aggravare nei prossimi mesi – si conclude – tutti i reparti di Rianimazione della provincia saranno dedicati al Covid”. Al momento comunque, a causa della innegabile carenza di personale, il taglio relativo di Scorrano potrebbe creare qualche problema di riflesso sui nosocomi no Covid di Gallipoli e Casarano.