Seclì, l’ipotesi di una nuova municipalità con Aradeo e Neviano raccoglie consensi

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SINDACI D'ACCORDO Da sinistra l'attuale Primo cittadino Antonio Casarano e il suo predecessore Luigi Negro. Coinvolti nel progetto anche Aradeo e Neviano
SINDACI D’ACCORDO
Da sinistra l’attuale Primo cittadino Antonio Casarano e il suo predecessore Luigi Negro. Coinvolti nel progetto anche Aradeo e Neviano

Seclì. E se Seclì (meno di 2.000 abitanti), Neviano (5.500) ed Aradeo (9.700) si fondessero per dare vita ad un unico Comune? L’idea non è peregrina e raccoglie già consensi. Le tre realtà hanno da sempre avuto una storia intrecciata e mettere insieme le loro forze significherebbe dar vita ad una realtà  da oltre 17mila abitanti che sicuramente, in un momento in cui si eliminano le Province come enti intermedi con la Regione, sarebbe in grado di intercettare maggiori finanziamenti e contributi. Di recente, a mo’ di e sempio vicino, Presicce ed Acquarica del Capo hanno deliberato un atto di indirizzo proprio in questo senso.
Sarebbe, inoltre, possibile ottenere considerevoli risparmi ed innegabili miglioramenti nella gestione di tutti i servizi e nella creazione di nuovi. L’idea non è nuova e da tempo è attivo nei tre Comuni un movimento trasversale a tutti i partiti politici per la fusione. Una spinta (se vista in quest’ottica) potrebbe giungere anche dalla legge dello Stato che obbliga i Comuni inferiori a 5mila abitanti a consorziare alcuni servizi entro il prossimo 31 dicembre. La legge, così com’è, è però contestata dai Sindaci dei piccoli centri. Lo scorso 7 luglio, si sono riuniti a Giuggianello i rappresentanti di 30 piccole municipalità dela Puglia (dove quelle sotto i 5.000 abitanti sono in tutto 85) per formalizzare la loro protesta in vista della manifestazione nazionale del prossimo 22 luglio a Roma, davanti a palazzo Montecitorio dove sarà attivo anche un presidio. Ma sicuramente il discorso cambierebbe se l’obiettivo fosse la creazione di una nuova realtà comunale.

A Seclì ne sono convinti maggioranza e minoranza, con in testa rispettivamente il Sindaco Antonio Casarano e la capogruppo d’opposizione Sonia Giaffreda. «L’importante è che sia un incontro tra pari e che nessuno prevarichi l’altro: ogni comunità dovrà mantenere pari dignità e pari diritti», afferma Casarano. Dello stesso parere anche gli ex sindaci Luigi Negro e Donato Zizzari. «Nella situazione in cui si trovano gli enti locali dal punto di vista delle risorse finanziarie – afferma il professor Negro – la fusione tra Comuni che distano appena qualche chilometro l’uno dall’altro, non solo è auspicabile ma è necessaria. Occorre, tuttavia, razionalizzare la spesa, valorizzare le risorse umane, abbandonando l’anacronistico campanilismo e, soprattutto, l’accentuato individualismo delle Amministrazioni locali”. Sono pronti a sedersi intorno ad un tavolo il sindaco Daniele Perulli  ed i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza di Aradeo. Stesse aperture in Cosimo Pellegrino e Margot Grassi, consiglieri di minoranza a Neviano i quali si sono dichiarati a favore di un progetto di fusione che possa realizzare una vecchia idea nell’interesse delle tre comunità coinvolte.

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