Scomparso Luigi Russo, fondatore del Centro volontariato e militante ambientalista fino alla fine

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Corsano – Si è spenta stanotte, dopo una lunga malattia di cui non faceva mistero, una delle voci più decise e critiche sulle questioni ambientali nel Salento. È morto Luigi Russo, 59 anni e due figli, tra i fondatori del Centro servizi volontariato Salento, di cui è stato presidente per più di dieci anni, giornalista e sociologo.

I funerali saranno domani a Corsano, con partenza da via Friuli per poi raggiungere la chiesa di San Biagio. “Portiamo tutti un ramoscello di ulivo, simbolo della nostra terra che Luigi Russo ha difeso fino all’ultimo”: questo l’invito lanciato dai suoi amici tramite la rete.

“Portiamo un ramoscello di ulivo”

In effetti Russo ha ben presto rappresentato uno dei principali volti del volontariato e della militanza ecologista, stando in prima linea sui nodi più scabrosi e controversi che interessano il Salento, dalla Statale 275 al gasdotto Tap, alla Xylella, non rinunciando mai a cercare cause ed effetti con ricadute pesanti sulla salute delle persone. Lo ha fatto in un modo tale da attirarsi talvolta anche i rimproveri di essere su posizioni estreme.

Negli ultimi tempi era costretto a seguire un percorso terapeutico che lo portava spesso a Roma. Ma, nonostante ciò, non aveva smesso di lanciare e sostenere le sue denunce, come ha raccontato in uno dei suoi ultimi interventi pubblici avvenuti lo scorso 4 agosto a Tiggiano in occasione della manifestazione “Ci voglio credere, le forme possibili del restare”, finalizzato alla stesura di un manifesto per la restanza, contro l’abbandono e lo spopolamento dei paesi del Capo di Leuca.

L’inquinamento e le malattie

Il tema della salute – aveva sostenuto in quell’occasione, una delle sue ultime pubbliche – è centrale nel Salento, specialmente quando si parla di restanza. I giovani vanno via per cercare lavoro, certo, ma il problema è che molti che vanno via anche per problemi di salute – raccontava durante il suo intervento. – Io ho una storia di salute abbastanza complessa, nell’ultimo anno vado a Roma, al Gemelli, e lì incontro tantissimi salentini ricoverati in oncologia, che fanno cure che non possono fare nel Salento. Ogni volta che mi vede il primario mi fa le stesse domande: ma voi non avete degli ospedali che possano fare questo tipo di lavoro? E poi, perché avete tanti bambini malati di cancro al cervello?”.

Quando si deve decidere se partire o restare – aveva aggiunto in quel convegno a Tiggiano – a pesare c’è anche questo elemento: la salute, ed è fondamentale. In ogni incontro ho incontrato centinaia di persone e dato informazioni. Quando diffondevo i dati mi dicevano che ero allarmista, eppure non sapevano darmi una spiegazione sul perché si sta registrando il 38% di incremento di tumori negli ultimi 28 anni. Sembra una cosa da poco? Non accade in nessuna altra parte d’Italia. E allora, quando parliamo di restanza, significa che dobbiamo dare speranza, piacere, felicità, gioia e salute per poter rimanere”.

La mappa dei rifiuti pericolosi tombati

Con il suo gruppo Russo ha mappato tutte le zone sospettate di essere discariche abusive: “Da Alessano a Corsano e dintorni ci sono discariche con rifiuti tossici; sotto l’asfalto è stato seppellito cromo esavalente, come mi è stato riferito dagli operai che lo hanno fatto direttamente – ha più volte insistito Russo – fustini che sono lì senza nessuna protezione; oppure la 274 la strada da Gallipoli a Leuca, in quella zona ci sono riscontrati decine di decessi per tumore alla tiroide, come mai?”.

Tra le cause Russo metteva ai primi posti il “neoliberismo imperante che si è imposto dappertutto”, riducendo tutto a logiche di mercato e distruggendo o lasciando decadere i beni comuni”.

“Rimarrà la nostra stella polare”

Oggi a piangerlo sono in tanti. “Siamo vicini, con affetto fraterno a chi ha amato Luigi – è il saluto del presidente del Csv Salento, Luigi Conte, a nome di tutti – e oggi abbiamo perso prima che un collega un grande Amico. Ma anche un’importante risorsa per la comunità. Il suo impegno nella Cittadinanza attiva e nel Volontariato, rimarrà stella polare per chi lo ha incontrato e conosciuto”.

Ha collaborato Ilaria Lia