Gallipoli, sant’Antonio oltre le preghiere: le testimonianze sulla “santità della porta accanto”. Prima del pane della festa

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Gallipoli – Preceduti da una “Solenne tredicina” sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore di S. Antonio di Padova, presso la omonima chiesa che s’affaccia sul lungomare Galilei e che avranno il loro culmine il 13 giugno. Pur mostrando ben visibile la necessità di urgenti  manutenzioni, anche per la presenza da alcuni anni di impalcature che ne riducono gli spazi, i parrocchiani non si scoraggiano, né mancano le iniziative a cura del parroco don Salvatore Leopizzi e del giovanissimo viceparroco don Francesco Fiore (di Racale), dell’associazione intitolata al Santo e dell’intera comunità parrocchiale. Già il 31 maggio, inizio della tredicina, dal sagrato della Chiesa parato a festa, è stata celebrata la Messa del “Corpus Domini” presieduta dal vescovo mons. Fernando Filograna e dai sacerdoti di Gallipoli (assente solo don Luciano Solidoro, malato), per poi avviarsi da lì la processione cittadina con in testa le associazioni religiose, le dieci confraternite, i sacerdoti e il vescovo, seguiti dalle autorità cittadine civili e militari.

Un cuore malato e il trapianto che l’ha fatta rinascere Tutto secondo tradizione. Inedito invece il tema del programma di quest’anno: “la santità della porta accanto”, come lo ha presentato don Salvatore, nel corso di un’omelia domenicale, richiamando tutti alla specifica vocazione di ognuno. “C’è chi ha la vocazione a farsi prete, chi alla vita matrimoniale, chi a un’arte, e così via, ma tutti abbiamo un particolare carisma o predisposizione, che spesse volte passa pure inosservato”, ha detto dall’altare. E per essere ancora più incisivo e convincente, ha organizzato per ogni sera della tredicina una testimonianza di vita quotidiana, quasi a far comprendere anche ai più riottosi che la santità è una meta alla portata di tutti. Così, dopo il rosario e la preghiera al santo alle 18,15 e la messa delle 19 con la benedizione del pane di S. Antonio, sono iniziate le prime testimonianze. Due ragazze della parrocchia, ad esempio, Benedetta e Anna, poco più che ventenni, hanno portato la loro testimonianza di vita, parlando dallo stesso Altare. Benedetta, ragazza sportiva, ha scoperto per caso, a seguito di un arresto cardiaco mentre era in palestra, di avere una grave malformazione cardiaca, e che la sua vita era irrimediabilmente segnata, a meno che non ci fosse stato un trapianto di cuore, che poi è avvenuto grazie ad una donatrice 48enne morta tragicamente, dando a lei la gioia di essere nata un’altra volta.

Il suo midollo ha fatto vivere un bimbo turco Maria Coluccia – famiglia ben conosciuta di medici la sua – racconta, trattenendo a sento  l’emozione, di come ha conosciuto le problematiche relative al trapianto di midollo osseo. “Eravamo verso la fine dell’anno scolastico – racconta – quando il nostro professore di inglese assente da tempo da scuola perché gravemente malato, ci scrisse dicendoci che non avrebbe potuto portarci agli esami, parlandoci della sua malattia, ed incoraggiandoci a fare qualcosa per i malati di leucemia. Poi di lì a poco – ha detto tra i singhiozzi – il professore morì”. Da lì Maria è partita volendo saperne di più, sino all’adesione all’associazione dei Donatori di midollo osseo, di cui ora è esponente. Poi, improvvisa, quando non se l’aspettava nemmeno, la chiamata: “Ero risultata compatibile per una donazione, e subito sono iniziati i preparativi per l’intervento”. Con tono rassicurante aggiunge: “In fondo a me non è costato nulla, solo un’ora di sonno. Quel midollo prelevato da me, ha salvato la vita a un bambino di 10 anni, che vive in Turchia”.

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Anche l’amore ha a che fare con la santità Sempre più chiaro ed evidente si è fatto il messaggio contenuto nelle parole “santità della porta accanto”. Un’altra sera, è stata la volta di due giovani, Francesco e Francesca i loro nomi, che hanno raccontato “col cuore in mano” la loro storia d’amore: si sposeranno, manco a dirlo, proprio il 4 ottobre, festa di San Francesco, che a loro ha dato qualcos’altro ancora, oltre al nome. Sarà così, di racconto in racconto, sino al  12 giugno, vigilia della festa, quando, subito dopo la messa, sul sagrato della chiesa ci sarà la “XV Festa del Pane” con offerta del pane di S. Antonio e degustazione di prodotti tipici. La serata sarà allietata da “Plot Twist Cover band Classic Rock, dalla Scuola di ballo classico “Cinzia Ria” e da J end Tz Animazione. Il 13 giugno, invece, dopo la messa solenne delle 19, la processione per le vie cittadine, accompagnata dal concerto bandistico S. Cecilia. Altra iniziativa che la parrocchia porta avanti da anni, è l’adozione a distanza di bambini nel Mozambico.

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