Santa Cesarea, al terzo tentativo le Terme spa trovano due pretendenti. Con progetti diversi

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Santa Cesarea Terme – Al terzo tentativo sono giunte due manifestazioni d’interesse finalizzate ad acquisire il pacchetto di maggioranza della Terme di Santa Cesarea spa detenuto dalla Regione Puglia. Le firmano un fondo americano denominato “Scaillp” e un’associazione temporanea di imprese (Ati) pugliesi.

Dei due documenti (il primo di undici pagine, di novanta il secondo) si occuperà il Consiglio comunale di Santa Cesarea domani, 22 ottobre, alle 18. Lo ha convocato per quelle che non potranno che essere delle comunicazioni, il presidente Fedele Corsano, in vista dell’assemblea dei soci della Terme spa che si terrà due giorni dopo nella sede societaria di via Roma 40.

Riunione del Consiglio e dei soci 

La convocazione consiliare parla di “determinazioni”, ma il Sindaco Pasquale Bleve chiarisce subito: “In Consiglio prenderemo atto che sono giunte due offerte. Samo intanto soddisfatti per questo interessamento perché le Terme potrebbero finalmente diventare un volano importante per Santa Cesarea se, come sembra, i richiedenti sono seri e concreti”.

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Sulla linea del Comune annunciata a più riprese – o socio di maggioranza o proprietario al 100% della società – il Sindaco per ora glissa: “Dobbiamo valutare bene le potenzialità economiche delle due offerte. Poi penso che faremo un incontro pubblico con i cittadini perché la posta in gioco non è di poco conto”.

Anche tra l’opposizione si respira prudenza Alla riunione hanno partecipato i quattro consiglieri compresa la candidata Sindaco delle ultime comunali, Maria Corvaglia e numerosi sostenitori. Sulla posizione da prendere tutto da decidere. Ma anche da questa parte si discute su informazioni e verifiche dei partecipanti alla gara e di incontri pubblici, oltre magari ad una commissione composta da esponenti istituzionali e operatori cesarini.

Il prezzo calato di 4 milioni

Le terme, deprezzate dopo i tentativi precedenti e scese dai 17 milioni 500mila euro iniziali a 13 milioni 700mila, aspettano e intanto si guardano i conti in rosso sperando che predano un altro coloro al più presto. I conti del 2018 parlano infatti di 588mila euro di passivo. Nonostante le indubbie e preziose caratteristiche del polo termale adriatico, calano anno dopo anno gli utenti delle cure in regime di convenzione (-4% circa) e i trattamenti massofisioterapici (-67%). Non così gli utenti che usufruiscono delle cure termali ordinarie e dei percorsi di benessere.

Nel pacchetto in cerca di padrone c’è anche un albergo (anche qui bilanci in perdita), il Centro termale costato decine di miliardi e mai nato nella parte alta del paese, finora regno di ladri e vandali.

Il fondo Usa “SerendipEquity”

A mirare al 50,49% è il fondo Usa che ha formalizzato la propria intenzione tramite lo studio legale dell’avvocato Giorgio Quarta di Milano. La richiedente “SerendipEquity” intende acquisire “il diritto di superficie su tutti gli immobili di proprietà della Società Terme di Santa Cesarea spa per la durata di 99 anni e ad acquisire, mediante stipulazione di un contratto di affitto, il ramo d’azienda oggetto delle attività della società”.

Differente la proposta dell’Ati guidata da Cds Hotels spa di Lecce e firmata dallo studio di Marco De Marco. Le società associate sono in campo per “acquisire la gestione in concessioneper anni non inferiori a 60 o la proprietà con importo da convenirsi del Nuovo centro termale, Albergo Palazzo, Stabilimento Gattulla, Stabilimento piscina sulfurea, Lido Caicco, palazzina degli uffici.

Gli altri associati

Oltre ai protagonisti già citati, dell’Ati fanno parte “Saverio Sticchi srl” (già collegata in passato alle terme ed attualmente proprietaria di aree urbanisticamente destinate alle sviluppo alberghiero-termale e balneare per complessivi 40 ettari; “Its srl” collegata alla Saverio Sticchi con altre aree dalla medesima destinazione; “Ingegnere De Nuzzo e c. costruzioni srl” di Casarano, lo studio De Marco srl. La Cds Hotels è già presente nel Sud Salento con complessi ricettivi a Lido Marini (Ugento), Otranto, Santa Maria al Bagno (Nardò), Marittima (Diso).           

 

 

 

 

 

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