Alezio – Si amplia il raggio d’azione della mobilitazione promossa dal comitato “Salviamo l’Arpa” e della sensibilizzazione in materia di consumo del suolo. Partito da Alezio a fine 2016  – e culminato nella costituzione del comitato civico lo scorso 22 aprile – l’impegno dei volontari nella lotta al progetto di costruzione di una cava di argilla sulla strada provinciale Alezio-Taviano, al confine con Matino e Parabita, toccherà nei prossimi mesi i paesi del circondario. Primo appuntamento a Gallipoli, giovedì 15 novembre alle 18, con “Non lasciamoci strappare altro suolo!”, convegno pubblico presso il salone polifunzionale della parrocchia S. Antonio da Padova. All’incontro interverranno Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli e direttore di Legambiente Puglia e Marcello Seclì (di Parabita), presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra, assieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni civili.

L’incontro con Winspeare Dopo l’incontro di Gallipoli si proseguirà a Matino il prossimo 23 novembre, per poi raggiungere Taviano nei primi di dicembre. Ad Alezio, sempre nel mese di dicembre, è previsto un incontro con il regista Edoardo Winspeare, in occasione della presentazione del suo ultimo film, sempre inerente alla tematica ambientale. Obiettivo del prossimo dibattito a Gallipoli di giovedì 15, patrocinato dai comuni di Alezio, Taviano, Gallipoli, Matino, e della serie di eventi in programma è informare i cittadini dei paesi vicini sul progetto avanzato dalla ditta “Geoambiente Srl” di Cavallino e “sulla minaccia che incombe sul territorio, sulla base del consenso ottenuto dalle Amministrazioni che già a loro tempo avevano partecipato al nostro fianco», afferma Angela Giorgino, presidente del comitato, che a fine ottobre si è dotato di un esecutivo e uno statuto.
Agricoltori coinvolti Accanto al canale istituzionale, il comitato intende creare una rete di gruppi locali ed essere più capillare sul territorio, con il supporto di cittadini e associazioni dei paesi limitrofi. «Serve ad ampliare la partecipazione – continua Giorgino – e a diffondere il concetto che il territorio è di tutti. Per di più in questo caso l’impatto su questi paesi è diretto, tramite la falda e la presenza di operatori turistici». A tal proposito è stata avviata una fase di studio che sta coinvolgendo i soggetti più “sensibili” alla causa: i residenti dell’area interessata, i coltivatori, i viticultori. Proprio accanto a questi ultimi, secondo le linee guida fissate dal comitato, è prevista la redazione di un “documento di contrarietà” al progetto della cava motivata da un’incompatibilità di fondo tra le due attività.
Scuole protagoniste Anche le scuole saranno protagoniste del percorso di sensibilizzazione, grazie alla redazione di un progetto dedicato ai ragazzi del Comprensivo. Prevista la realizzazione di diversi incontri con gli alunni “per trasformare questa situazione di crisi in opportunità – fanno sapere i promotori “no cava” – e parlare di ambiente nelle scuole puntando anche sull’immaginario e sui possibili scenari e alternative per il territorio”. Verranno utilizzati diversi linguaggi che porteranno i ragazzi alla creazione di eleborati, e una mostra finale. Non mancheranno le “passeggiate” in zona Arpa già avviate nella scorsa primavera, in collaborazione con il Gruppo Trekking.
La Conferenza dei servizi Lo scorso 1 agosto con la Conferenza dei servizi si è aperto il percorso che porterà alla Valutazione di impatto ambientale, con lo scopo di individuare e valutare – in via preventiva – gli effetti sull’ambiente e sulla salute del progetto in questione, e di identificare le eventuali misure “per prevenire e ridurre gli impatti negativi sul territorio”. Accanto al parere contrario delle Amministrazioni e alle perplessità sul piano tecnico, sostenute dai risultati di una perizia geologica redatta da un esperto per conto del Comune di Alezio e del comitato, determinante è stato il parere dell’Ufficio estrattivo della Regione Puglia. In quell’occasione si sono registrati anche momenti di tensione tra i responsabili della ditta e i proprietari di uliveti e di diversi pozzi confinanti con l’area in questione che si teme verrebbero danneggiati dallo scavo di cinque ettari di suolo fertile a 21 metri di profondità, in presenza di una falda sia superficiale che profonda.
Dal momento in cui la ditta Geoambiente presenterà un progetto integrato che tenga conto dei pareri tecnici espressi finora, partiranno i 60 giorni durante i quali chiunque abbia interesse può presentare le proprie osservazioni, fornendo eventualmente nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.
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