Romano jeans: un anno di cassa integrazione per 227

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augusto romano - matino MATINO. Diventano 227, sui 320 in totale, i cassintegrati della Romano jeans. Dopo la concessione del concordato preventivo da parte del tribunale di Lecce, per questi dipendenti è previsto un altro anno di sussidi insieme, però, al rischio più che concreto che il piano industriale triennale predisposto dall’azienda non conceda loro molte speranze.

Al termine della ristrutturazione dovrebbero rimanere attive appena 47 unità (sei dirigenti, 31 impiegati e dieci operai) perchè la Romano jeans punta a passare dalla produzione conto terzi alla commercializzazione di jeans realizzati da fornitori esteri.
Si tratta, come più volte spiegato dall’imprenditore Augusto Romano (foto), “della miglior soluzione per far fronte ad una situazione difficile perchè produrre in Italia è impossibile”. Il piano si basa, dunque, su “realistiche stime di fatturato e margini di produzione” e prevede tagli per complessivi 4 milioni di euro sui costi fissi: tra questi 800mila euro sui campionari,  671mila euro su consulenze e prestazioni professionali, 110mila euro su iniziative promozionali e ben un milione e 700mila euro sul costo del lavoro.

Rispetto al personale oggi al lavoro verranno tagliati 38 impiegati e 24 operai. Prevista anche la dismissione di immobili e capannoni per 2,4 milioni di euro. La posizione del noto marchio “Meltin’pot” verrà, però, rafforzata non solo in Italia ma anche in Europa (Francia e Germania). “Preoccupazione” è stata espressa dai sindacati che invitano a lavorare per favorire il rientro in azienda dei lavoratori  scongiurando l’ipotesi della delocalizzazione della produzione che comprometterebbe in maniera drammatica il futuro di centinaia di famiglie”.