CONSIGLIO COMUNALE GENERICA melissano (3)

MELISSANO. C’è un paese col fiato sospeso da prima di Natale. Da quando cioè il proprio Sindaco, Roberto Falconieri, in questo caso riguardante Melissano, è stato convocato a Bari presso la Corte dei conti regionale per fornire ulteriori documenti chiarificatori sulla situazione e sugli impegni da prendere: era il 19 dicembre scorso.

Nel pomeriggio del 20 i magistrati contabili di Puglia hanno esaminato tutto il corposo fascicolo sullo squilibrio dei conti del Comune e sui possibili eventuali rimedi cui ricorrere. Ad oggi non ci sarebbe ancora il verdetto ufficiale ma le insistenti voci in circolazione (anche in altri Comuni che ci sono passati, come Casarano che ha ottenuto il disco verde, o che ci stanno arrivando) dicono di un esito infausto.

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A poco sarebbero serviti sia gli sforzi fatti dal gruppo tecnico di salvataggio, nominato da Falconieri e affidato al commercialista ed  amministratore comunale in carica a Taviano, Giuseppe Tanisi, sia la decisione di mettere a capo dei Servizi finanziari l’allora segretario comunale Giancarlo Ria, anch’egli di Taviano, rimuovendo il responsabile in carica, oggetto di critiche e relazioni piene di appunti a suo carico in particolare per i bilanci di tre anni confezionati fino al 2012 (l’Amministrazione Falconieri è stata eletta nella primavera del 2011).

Da quel che si può dedurre, sembrerebbe che i punti critici, evidenziati dalla Corte dei conti nell’aprile scorso davanti ad una prima elaborazione del piano di risanamento comunale, siano rimaste sostanzialmente lì dov’erano o non abbiano trovato convincenti strumenti per essere superati.

Come si ricorderà, già in quella fase di dissesto acclarato da scongiurare presentando in extremis altre proposte risolutive, a convincere i giudici contabili della ineluttabilità della situazione erano stati sei parametri negativi (su undici complessivi) rilevati nelle carte: troppi e troppo pesanti da poter essere invertiti, si vede.

In Comune vige la regola del silenzio. «Aspettiamo di vedere la lettera della Corte dei conti, poi si vedrà il da farsi», dice un amministratore. Si capisce che veranno valutate tutte le possibili vie d’uscita, compresa anche quella del ricorso a Roma.

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