Rimbalzo di accuse, nomi e sospetti nell’inchiesta sulla scomparsa di Mauro Romano

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Racale – Rimbalzo di accuse, di nomi e di sospetti nell’inchiesta aperta sulla scomparsa di Mauro Romano. Sono i legali del 79enne ex barbiere (V.R. le sue iniziali), di recente destinatario di un avviso di conclusione delle indagini preliminari, a rispedire indietro l’accusa di sequestro di persona.

Il suo non è un nome nuovo, essendo già emerso negli anni precedenti, ma è tornato prepotentemente a galla con la riapertura delle indagini sulla scomparsa del bambino di Racale di cui non si hanno più notizie dal 21 giugno del 1977, quando aveva sei anni e stava giocando per strada con alcuni amici nei pressi di via Immacolata.

L'”altra” pista

Gli avvocati dell’uomo chiedono di non tralasciare la pista del 70enne A.S., arrestato lo scorso febbraio per pedofilia, già coinvolto nell’inchiesta sulla scomparsa di Mauro: fu lui (il 70enne A.S., di Taviano) il telefonista “anonimo” condannato a quattro anni e otto mesi per tentata estorsione in relazione alla scomparsa di per ave tormentato la famiglia Romano promettendo rilevazioni importanti in cambio di denaro.
Fu la stessa famiglia Romano a chiedere di indagare su di lui dopo aver saputo dell’indagine che lo riguardava sul giro di ragazzini adescati in un casolare di campagna (tali episodi si riferiscono a presunti abusi tra il gennaio 2018 e l’aprile 2019). Vi sarebbero pure delle confidenze fatte dal 70enne ad alcuni ragazzini in merito al rapimento Romano, e sempre lui ha pure condotto gli inquirenti nel casolare di Castelforte dove il piccolo Mauro sarebbe stato portato dopo il rapimento.