Riapre il Servizio trasfusionale al “Sacro Cuore” di Gallipoli. Soddisfatti associazione e i donatori. “Speriamo che arrivino i medici necessari”. Carenza di personale anche in altri reparti

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Centro trasfusionale sangue ospedale Gallipoli

Gallipoli – Bene l’accreditamento del Servizio trasfusionale dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” dopo due anni di stasi per lavori e a causa dell’epidemia; problemi insoluti invece nei reparti Anestesia e Rianimazione e in Radiologia, entrambi afflitti da carenza di personale medico, come lo stesso Servizio trasfusionale.

A rimarcare note positive e negative riguardanti il nosocomio gallipolino l’associazione per l’Ospedale dell’arco jonico salentino, col presidente Giacinto Scigliuzzo. Il centro, che rientra tra i Poli di reclutamento della Rete regionale dei donatori di midollo osseo, “ha espletato una attività minima in altri locali, perché temporaneamente chiuso allo scopo proprio di eseguire i lavori finalizzati a conservare l’accreditamento”.

Due anni di stasi causa anche epidemia

Giacinto Scigliuzzo

“La conclusione dei lavori di ristrutturazione integrale e la fornitura di nuove apparecchiature risalgono ormai ad oltre un anno – ricorda Scigliuzzo – ma sono coincise con la sospensione, causa pandemia, di tutte le verifiche propedeutiche agli accreditamenti. Ripartita l’attività ispettiva, finalmente nei giorni scorsi il dirigente regionale incaricato ha sottoscritto l’atto che autorizza l’espletamento delle diverse attività di Immunoematologia e Medicina trasfusionale che fanno capo al centro”.

A salutare con favore questo traguardo sono certamente “anche le associazioni di donatori di sangue del territorio, la cui attività ha risentito i contraccolpi dell’indisponibilità della struttura”, affermano dal sodalizio di  Gallipoli. Interpellata su questo, arriva una risposta da Galatone, sede provinciale dei donatori della Fidas provinciale.

Fidas: “Ok, ma ora c’è solo un medico…”

Emanuele Gatto

“Siamo molto contenti per il riaccreditamento del reparto di primo livello – dice il presidente Emanuele Gatto – è un passo fondamentale per poter riprendere a pieno la lavorazione del sangue intero e del plasma. Le sacche non dovranno più andare a Casarano per la validazione per poi tornare a Gallipoli per le trasfusioni. Adesso speriamo che sia assegnato il personale medico necessario per il Servizio, attualmente composto da un solo medico ed un altro in maternità”.

Stessi problemi di organico rileva l’associazione di Scigliuzzo: “Non possiamo non lamentare che nel nosocomio permangono le gravi carenze di personale medico. Le unità operative che accusano le maggiori difficoltà di gestione sono quella complessa di Anestesia e Rianimazione e quella di Radiologia. Nel primo caso, sono presenti dieci medici, ma ne mancano almeno cinque 5 per coprire i turni di servizio in Terapia intensiva, sale operatorie e camera iperbarica”.

Organici carenti in Anestesia-Rianimazione e Radiologia 

In Radiologia, si fa ancora notare, operano sei medici e ne mancano almeno tre, tra i quali il primario, per gestire i diversi servizi, che oltre ad esami radiologici e Tac, riguardano mammografie, ecografie e Moc (analisi delle ossa). “Va rimarcato che il Servizio non è coperto nel’arco di tutte le 24 ore – prosegue Scigliuzzo – ma da pronta disponibilità notturna, da cui sono per altro esonerati metà dei sei medici”.

“Questa associazione confida che l’attenzione verso il “Sacro Cuore di Gesù”, sempre dimostrata dalla Direzione generale e dalla Direzione sanitaria della Asl – conclude l’associazione – possa fare superare in tempi brevi le carenze, al fine di evitare che si ripercuotano sulla qualità del servizio per un vasto bacino che fa capo all’ospedale di Gallipoli”.