Regione Puglia, insediato il nuovo Consiglio. Capone primo presidente donna; 5 Stelle divisi su Casili vice. Fitto sceglie l’Europa; Blasi escluso ricorre al Tar

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Gallipoli – Non sono mancate le sorprese nel giorno dell’insediamento a Bari del nuovo Consiglio regionale, ad oltre due mesi dalle elezioni. Se da un lato Loredana Capone (Pd) è stata votata presidente dell’Assise, secondo previsioni, dall’altro c’è stata la novità delle dimissioni di Raffaele Fitto (di Maglie), candidato presidente del centrodestra, che ha scelto di continuare a svolgere il ruolo di parlamentare europeo. Al suo posto subentra in Aula il primo dei non eletti dello schieramento, ovvero il leghista Giacomo Conserva (di Martina Franca).

 

Per la Regione Puglia è la prima volta di una donna alla presidenza del Consiglio: «Una grande responsabilità per me, che assumo nella piena consapevolezza di essere chiamata a svolgere un ruolo importante come garante di tutti. Eserciterò il mio mandato con l’impegno di dare voce alla pluralità che questa Assise rappresenta, come deciso dalle tante e dai tanti pugliesi. Lo farò con l’orgoglio di rappresentare una Comunità meravigliosa, la nostra, per il bene di tutti», ha affermato l’avvocato leccese.

Polemiche tra i 5 Stelle

Cristian Casili e Antonella Laricchia

A fare rumore è stata anche l’elezione di Cristian Casili (di Nardò) a vicepresidente, insieme a Giannicola De Leonardis (Fdi), scelta che ha spaccato il Movimento 5 stelle. La candidata presidente Antonella Laricchia ha parlato di “tradimento”: «State commettendo gli errori della vecchia politica, tradendo i cittadini che ci hanno votato», ha affermato rivolta al gruppo pentastellato nel sostenere la linea integralista del “no alle alleanze” teorizzata da Alessandro Di Battista e dalla senatrice leccese Barbara Lezzi.

«Vorrei ricordare alla collega – ha replicato Casili – che ora siamo in un altro momento. Ora bisogna lavorare, dare risposte ai cittadini pugliesi. Ora l’unica priorità sono i cittadini pugliesi. Viviamo un momento estremamente delicato che richiede un impegno corale per dare risposte alla Puglia. E il bene dei pugliesi si può fare soltanto avviando un serio dialogo istituzionale. La mia elezione non segna nessun ingresso in maggioranza, ma l’inizio di un percorso che prevede la realizzazione di punti programmatici che da sempre contraddistinguono». Per il Movimento, Emiliano aveva pure riservato un posto al momento della composizione della sua Giunta.

Il ricorso di Blasi

Sergio Blasi

Escluso dal novero degli eletti, intanto, Sergio Blasi ha presentato ricorso davanti al Tar di Bari con udienza fissata il 14 gennaio. Dopo essere risultato il terzo più suffragato del Pd nella circoscrizione di Lecce, dietro Donato Metallo (di Racale) e Loredana Capone, il candidato di Melpignano contesta la ripartizione effettuata dall’Ufficio centrale elettorale che ha ripartito i 15 seggi spettanti ai democratici tre per Bari, Bat e Taranto, due per Lecce, Brindisi e Foggia. Blasi e i suoi legali ritengono, invece, chela corretta attribuzione dovrebbe dare tre seggi a Bari, Lecce e Foggia e due ciascuno per  le altre circoscrizioni.