Razzia di cetrioli di mare: in otto finiscono a processo per “inquinamento ambientale”

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Le oloturie sequestrate

Gallipoli – Dovranno rispondere del reato di inquinamento ambientale i sette pescatori e l’imprenditore finiti sotto processo per aver depredato e commercializzato un ingente quantitativo di oloturie. I fatti in questione risalgono al dicembre del 2015 in seguito ai quali la Guardia costiera sequestrò ben 11 tonnellate di pescato. In seguito scattarono i sigilli per sette pescherecci e i locali utilizzati per lo stoccaggio e la lavorazione dei cetrioli di mare. Il rinvio a giudizio riguarda il 37enne legale rappresentante di una società di Gallipoli e sette pescatori, cinque di Gallipoli e due di Nardò. Secondo la pubblica accusa, la pesca dei cetrioli avrebbe provocato un “significativo deterioramento” dei tratti di mare in questione con alterazione della biodiversità della fauna e della flora. Le indagini accertarono come i frutti di mare venissero poi venduti a società greche, collegate ai mercati asiatici, anche per essere utilizzati nella produzione di cosmetici. Il processo prenderà il via il prossimo 10 gennaio davanti al Tribunale di Lecce.