“Quei brutti giorni col “mostriciattolo”: chi lo avrebbe mai immaginato? Ma ora sono in uscita…”: diario di una prof del “Moccia”colpita dal Covid

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Riceviamo e pubblichiamo questa toccante testimonianza di una docente presso l’Istituto superiore “Moccia” di Nardò in cui è vicepreside, che lo scorso mese ha “incontrato” il “mostriciattolo” chiamato Covid 19. Ora è in attesa di fare il secondo tampone che confermi la negatività.

E chi lo avrebbe immaginato? Il “mostriciattolo” arriva senza preavviso, senza bussare, si insinua e si presenta: “Eccomi… e adesso vediamo chi la spunta!” Nel bel mezzo delle festività, ti ritrovi a fare i conti con una situazione  imprevista, un’altra sfida che ti mette su una pista nuova.

Ho pensato che la pista fosse quella del fioretto o della scherma, sport che mi hanno sempre affascinata, senza averli mai praticati, ma proprio per questo con una forte carica immaginaria… “Se il mio avversario è il “mostriciattolo” non mi tirerò indietro ed affilerò tutte le spade che ho per contrastarlo”.

Che un  banale raffreddore di mio marito, di quelli tipici da “giardinaggio invernale” potesse essere sintomo del Covid non lo avrebbe immaginato proprio nessuno… ma così è, e quando il gioco si fa duro…

La lotta è stata acerrima nei primi giorni, quando alla febbre per me si sono aggiunti altri sintomi, poi, dopo due giorni terribili la Buona Sorte ci ha aiutato e la strada adesso è in discesa, con il continuo supporto delle nostre figlie, sempre negative al Covid, (senza Giulia e Maria Tea l’isolamento forzato nelle nostre stanze sarebbe stato privo di tutto e non so come avremmo fatto) degli amici e parenti più cari, dei nostri colleghi.

Durante  questa esperienza , siamo ormai all’ottavo giorno dopo il primo tampone positivo, abbiamo avuto la fortuna  di  incontrare persone eccezionali  il cui aiuto è stato senza dubbio fondamentale durante la fase più acuta della malattia, ma anche dopo,  in vista della  ripresa che ci auguriamo avvenga presto.  

Tra tutte, tralasciando le amiche più care che non citerò per non fare torto a nessuna di loro, voglio soffermarmi sul mio medico di base, su una dottoressa del Dipartimento prevenzione Asl Lecce, su due operatori del “drive in” di Nardò.

So di essere molto fortunata, il mio medico si chiama Alvaro Cosma ed è il nostro medico di base, sempre presente e disponibile, affidabile e competente, una vera garanzia in caso di malattia, un medico amico, con lui abbiamo definito quali farmaci non dovessero mancare in casa, quali sintomi non sottovalutare…

Ho incontrato un angelo custode: la dottoressa Ingrid De Nicola, del Dipartimento di Prevenzione Asl, rapporti umani di grande cordialità e disponibilità, un confronto continuo, anche nei giorni di festa ed in orari ”non canonici”, non ho avuto  il piacere di conoscerla personalmente ma lo farò presto… appena il “mostriciattolo” sarà sconfitto.

Quando il 29 dicembre con una delle mie figlie abbiamo eseguito il primo tampone, al drive in di Nardò, ci siamo imbattute nella simpatia e nella straordinaria forza d’animo di due operatori delle Forze armate Marina ed Esercito, che con “leggerezza” e “spirito di incoraggiamento” ci hanno sottoposto al prelievo, facendoci scegliere l’Arma a cui affidarci… due operatori senza volto, chiusi nei loro “scafandri”, che ci sorridevano con gli occhi.

Tra qualche giorno faremo il secondo tampone, nel frattempo le giornate scorrono velocemente, pc, tv, internet, libri e telefono le occupano interamente. Aver  vissuto da vicino la pandemia ci ha permesso di arrivare all’essenza vera della vita, a tralasciare il superfluo, a dare un senso profondo a quello che conta di più: la Famiglia, l’Amicizia e la Salute.

Simonetta Rescio – 5 gennaio 2020 – Carmiano (Lecce)