“Procreazione assistita”, chiuso il Centro di Nardò e mai aperto al “Fazzi”: Gabellone chiede spiegazioni alla Asl

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Antonio Gabellone

NardòIl Centro di procreazione medicalmente assistita una volta attivo a Nardò resta sempre chiuso, né tanto meno è stato avviato il previsto trasferimento a Lecce, ed il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Gabellone, chiede che il direttore generale della Asl Lecce Rodolfo Rollo riferisca in merito nell’apposita commissione consiliare regionale (ieri l’insediamento).

Il problema è quello di tante coppie salentine, ma non solo, che desiderano diventare genitori “ma sono state completamente abbandonate da marzo scorso, vale a dire da quanto il Pma di Nardò, diventato un punto di riferimento per la Puglia, è stato chiuso dalla Regione Puglia”, fa sapere il consigliere di Tuglie.

Il trasferimento al Dea di Lecce

Neppure avviato è stato il previsto trasferimento presso il Dea di Lecce: «Sono passati 9 mesi e non si è mosso nulla, anzi ci sono donne che avevano iniziato il loro percorso a Nardò che non sanno dove andare e cosa fare. Il problema riguarda centinaia di coppie già assistite o che invece hanno presentato la domanda di autorizzazione ai trattamenti oggi che oggi hanno come punto di riferimento solo Conversano, ma con liste di attesa improponibili».

«Per questo motivo – conclude Gabellone – ho chiesto l’audizione urgente del direttore generale della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, nella Commissione Sanità (della quale sono componente) per conoscere il cronoprogramma del trasferimento al DEA del PMA di Nardò e la ripresa delle prestazioni visto che per molte coppie il passare del tempo non è indifferente».

“Coppie abbandonate”

Paride Mazzotta

Altra segnalazione in merito quella del consigliere regionale di Forza Italia, Paride Mazzotta che ricorda l’impegno assunto dalla Regione circa la “continuità assistenziale” per le coppie già prese in carico entro giugno 2019. «Ora, non soltanto il centro non è mai stato attivato al Vito Fazzi, ma sono state anche drammaticamente abbandonate le coppie che avevano iniziato il trattamento con ripercussioni gravissime dal punto di vista fisico e psicologico. La beffa delle beffe, poi, è arrivata ad agosto, concedendo l’autorizzazione ad un centro privato», spiega il consigliere di Lecce il quale anticipa la presentazione di un’interrogazione urgente diretta al presidente Emiliano e all’assessore Lopalco.