Porto Cesareo, il ritorno alla normalità dopo la burrasca costa (almeno) 6 milioni

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Porto Cesareo – Da rifare tutto il basolato (un chilometro di lunghezza) del lungomare, costato 800mila euro; fatto a pezzi il muretto a secco vicino al molo; distrutti cento metri di passerella in legno a levante: lungo e pesante l’elenco delle strutture comunali devastate dall’incursione fatta di pioggia, vento e mareggiata. Ad oggi questa località sembra la più colpita tra quelle ionico salentine, insieme a Gallipoli e Ugento.

Il primo resoconto sulle cose da riparare o rifare è stato presentato questa mattina a cura dell’Ufficio tecnico comunale, alla presenza del Sindaco Salvatore Albano, dei tecnici comunali, dei vigili urbani e del centro operativo comunale di Protezione civile.

Distrutte le dune di Torre Lapillo

Agli occhi dei rilevatori ci sono anche il molo dopo “Lu Cannizzu”, sulla destra, dove gli eventuali interventi di riassetto dovranno svolgersi in acqua. Criticità notevoli al ponte dello Scoglio che richiederebbe un rifacimento radicale con costi elevati (anche se in questo caso c’è da stabilire se i lavori sono a carico del Comune o del privato).

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Nella marina di Torre Lapillo, i muretti di cinta della torre sono stati divelti e l’impianto elettrico spazzato via; i muretti delle strade con accesso al mare tutti trasportati altrove, con via Palmieri particolarmente colpita. Ma il danno più grave sono le dune naturali da Torre Lapillo a Punta Prosciutto: “Costi ingentissimi”, hanno detto i tecnici comunali, dopo aver visto le dune tagliate a metà ed altre spianate dalla furia degli eventi. “Occorrono interventi di ingegneria naturalistica per circa 10 km”, l’indicazione operativa.

Canali esondati, voragini sulle strade

Nel quadro generale ci sono ancora l’esondazione dei canali, le voragini apertesi sul lungomare Sambati, il recupero dei relitti (già tolte dall’acqua cinque imbarcazioni. Vi è in corso la ricognizione della situazione delle barche da diporto “anche perché pezzi di relitti sono pericolosi per la navigazione, e questo  è perciò uno degli interventi prioritari e di somma urgenza”.

Urgente ovviamente anche la messa in sicurezza degli impianti elettrici saltati per buona parte del litorale. Tirate, sempre ad oggi, le somme, il costo del ritorno alla normalità sarebbe di 5-6 milioni di euro. “La conta è iniziata ma non è ancora finita – dice il Sindaco  Albano -. Priorità assoluta hanno la messa in sicurezza di situazioni di pericolo, per cui abbiamo avviato lavori urgenti a nostre spese”.

Cosa devono fare i privati colpiti

Circa i danni registrati da privati, operatori turistici, balneari, ristoratori, pescatori, Albano indica le procedure: “Non appena sarà riconosciuto lo stato di calamità naturale, chi ha subito danni potrà presentare richiesta di ristoro su appositi moduli (quando saranno disponibili, previo riconoscimento dello stato di calamità naturale, ne daremo comunicazione sul sito istituzionale www.comune.portocesareo.le.it e sulle pagine social), allegando materiale fotografico del prima/dopo ondata di maltempo, e fattur3 delle ditte che hanno effettuato i lavori”.

(Nella foto la riunione in Comune a Porto Cesareo)

 

 

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