Più contagi, più ricoveri, più decessi: ecco la catena targata Covid. Nuovi infetti a oltre 1.700. Ospedali da campo: dopo Bari, Lecce

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Gallipoli – Più contagiati, più ricoveri, più decessi: funziona “alla perfezione” la catena di trasmissione del virus Covid 19 in Puglia, una volta entrato in un corpo umano attraverso nasi, bocche e occhi. Oggi si contano 1.737 casi, picco mai raggiunto; i ricoveri sfiorano il centinaio, 97 per la precisione, i decessi restano sui livelli massimi di questi giorni, 48.

La percentuale tra test registrati ammontanti a 9.505 e i risultati positivi è al 18%, diversi punti in più del dato nazionale odierno. Al top sempre Bari (675 casi e otto morti), Foggia (345 e dieci morti) Bat (206 e 15 morti). Taranto è a 250 casi e otto decessi, Brindisi a 110 con tre decessi e Lecce con 137 casi e tre decessi. La buona notizia è la guarigione di una 97enne di Taranto, assistita dal marito centenario.

Non mancano i guariti

Non riescono purtroppo a compensare il tutto i guariti, che sono comunque stati 251, ed i dieci malati dimessi da Terapia intensiva. “A Bari abbiamo l’impennata più grave”, è la constatazione del presidente Michele Emiliano consegnata ai media. Nell’area della Fiera del Levante si procede a ritmo intenso per approntare un ospedale da campo; ne sorgeranno altri due le previsioni, a Lecce e a Foggia.

Si lavora anche sul piano dei vaccini che verranno e della loro distribuzione. Il comitato tecnico scientifico regionale ha individuato venti punti per la sua somministrazione. Da oggi è in vigore inoltre il piano per l’ossigenoterapia liquida domiciliare, per risolvere il problema delle forniture necessarie ai malati e diventato urgente per la carenza di contenitori non restituiti alle farmacie una volta svuotati.

Focolai e “coprifuoco”

Gli effetti di un nuovo focolaio si registrano a Taranto, in particolare in una struttura di Laterza, mentre l’ultimo report dell’Asl di Lecce ancora una volta ne segnala l’assenza. Anche a Martina Franca poi è stato deciso dal Comune un “coprifuoco” ancora più stringente.

La Regione comunque punta ancora ad introdurre la zona rossa nella parte nord, anche se l’indice ormai noto sulla trasmissibilità del virus R con T, è calato a 1,06 (uno è la soglia di sicurezza). Restano evidentemente da valutare gli altri venti indici per la probabile conferma della zona arancione.