Pista Porsche: invece della stabilizzazione dopo anni di precariato, un contratto peggiorativo. E i collaudatori protestano all’alba

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Nardò – Oggi nuove proteste all’ingresso della Pista Porsche del Nardò technical center: è la seconda manifestazione nell’arco degli ultimi dieci giorni contro lo stop dell’azienda a una cinquantina di lavoratori “a tempo” che dura ormai da un anno. Senza gli sbocchi invocati e sperati (assunzione diretta da parte del gruppo tedesco).

Gli addetti interinali, impegnati per lungo tempo nei delicati lavori di collaudo di automezzi, pneumatici d altro, e che avevano pressantemente chiesto al gruppo tedesco l’assunzione diretta, si sono visti offrire il passaggio ad una azienda esterna con contratti peggiorativi rispetto a quello dei metalmeccanici.

Già all’alba, i lavoratori hanno manifestato vicino all’ingresso, nell’ora dell’ingresso degli addetti del primo turno, alle 5,30. “Sono precari storici che da tempo ambivano ad una stabilizzazione che non è mai arrivata – scrivono i sindacalisti di Nidil Cgil e Uil – e si ritrovano oggi nella condizione di dover chiedere all’azienda di essere richiamati al lavoro. Piloti e meccanici dalla comprovata esperienza e competenza rimasti incastrati, come spesso è avvenuto negli ultimi anni, nelle pieghe del precariato”.

Una parte di questo gruppo si è rivolta alla magistratura del lavoro, mentre ad altri è stata proposta l’assunzione a tempo indeterminato presso una società di servizi esterna, con un contratto diverso e meno vantaggioso rispetto a quello dei metalmeccanici.

Secondo il Nidil Cgil e il suo segretario, Sabina Tondo, questa situazione “è un effetto collaterale del Decreto Di Maio: il ricorso al contratto da multiservizi si configura infatti come una “stabilizzazione in pejus”: un escamotage che svilisce il senso del decreto Di Maio, per aggirare la quota del 30% di interinali”.

La situazione complessiva Al momento della platea di oltre cento “lavoratori in affitto” che nel corso degli anni hanno vantato speranze di assunzioni dirette presso l’azienda, circa 30 risultano stabilizzati esternamente presso due aziende di servizi, mentre una quindicina  lavorano attraverso il ricorso allo staff leasing con l’agenzia interinale.