Piano di riordino ospedaliero, Nardò prende quota

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Incontro tra il Comune di Nardò, col Sindaco Marcello Risi, e il direttore del distretto sociosanitario Umberto Caracciolo

“Con lo stesso provvedimento parte ufficialmente anche il lavoro di riassetto della rete di assistenza territoriale, per la quale il governo regionale ha stanziato 400 milioni di euro del Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale, ndr) destinati prioritariamente a rifunzionalizzare e potenziare gli ospedali oggetto di riconversione”: è un passaggio della nota della Regione Puglia, apena approvato il Piano di riordino ospedaliero. E davanti a quella cifra stanziata il pensiero va al poliambulatorio di terzo livello nell’ex ospedale “San Giuseppe-Sambiasi” di Nardò da completare. Durante un recente incontro tra il Sindaco Marcello Risi, il direttore del distretto Umberto Caracciolo e la commissaria dell’Asl Lecce, Silvana Melli ed alcuni medici, era stata anticipata la notizia di un consistente finanziamento in apparecchiature e servizi per un importo totale di sei milioni.
Quattro milioni e mezzo saranno impegnati nell’ex ospedale per il potenziamento della dialisi ( i “posti rene”); la realizzazione della Rsa (Residenza sanitaria assistita con 20 posti letto); la degenza territoriale per adulti (10 posti letto); l’incremento del servizio di diagnostica ambulatoriale; il potenziamento tecnologico e strumentale del day service chirurgico. Un altro milione e mezzo è destinato alla sede dell’ex Inam di viale XXV Luglio per la creazione di un Centro polifunzionale specialistico. S’intende superato il braccio di ferro tra la dirigenza del’Asl e l’Amministrazione comunale con a fianco il Distretto sociosanitario circa il mammografo: lo strumento faceva parte degli accordi alla base della riconversione del nosocomiuo cittadino ma, una volta montato dopo tanta attesa, sembrava in procinto di essere rimesso negli imballaggi e spedito al “Fazzi” di Lecce. Lo strumento è rimasto lì ed anzi intorno ad esso crescerà il polo senologico per un bacino di utenza di 400mila persone.

Contro un presidio “prestazionificio” e per un poliambulatorio di terzo livello si è schierato nei giorni scorsi il consigliere regionale neretino Cristian Casili (M5S). «Oltre al mammografo, occorre adesso attivare i Day service perchè, oltre a garantire la presa in carico globale del paziente, gli offrono un percorso organizzato di visite programmate, senza liste di attesa», ha affermato Casili. Il consigliere critica poi il fatto che “per diversi anni non siano stati impiegati quattro cardiologi in servizi ad elevato impatto sanitario e sociale, quali il Day service per il diabete e lo scompenso cardiaco».