Fabrizio Piro (seduto) e suo figlio Cosimo durante una festa di compleanno

Gallipoli – Anche a causa del mare grosso, con venti provenienti dal quadrante settentrionale e che per domani dovrebbero addirittura rinforzare, sono state sospese le ricerche dei due pescatori scomparsi in mare nella notte tra lunedì e martedì della scorsa settimana.

Nonostante i massicci interventi per cercarli – cui hanno partecipato automezzi terrestri aerei e marittimi, personale delle forze di polizia e dei vigili del fuoco – di Fabrizio Piro, 53 enne, il capobarca, e dell’operaio Damiano Tricarico, 43enne gallipolino residente a Tuglie, si sono perse le tracce e, con loro, anche le sempre più fievoli speranze di ritrovarli e portarli in salvo.

Ma la parola “fine” non viene messa, almeno ufficialmente, né dalla Capitaneria di porto di Gallipoli, né da quella di Bari che, davanti al dramma incombente, ha quasi subito preso le redini del coordinamento. Oltre ad alcuni oggetti personali, la rete e il fornelletto della motopesca Aurora, ormeggiata nel porticciolo di Torre Vado di Morciano di Leuca, altro il mare non ha finora restituito.

Pubblicità

Intorno ai familiari ed all’unico sopravvissuto, Mino Piro, figlio di Fabrizio, si è comunque stretta la città, ipotizzando salvataggi e recuperando episodi fortunati precedenti finché è stato ragionevole crederci; poi stendendo un solidale silenzio quasi a protezione di chi è stato frontalmente colpito dall’evento luttuoso.

Anche sulle reti sociali il normale chiacchiericcio, spesso a vuoto e senza cognizione di causa, ha lasciato il posto a pensieri più intimi e umani: chi ha invocato sant’Agata, chi ha raccontato del duro mestiere del pescatore “che esce dal letto caldo, chiude la porta di casa con dentro la famiglia, e si mette sulla barca…”, a volte con qualsiasi tempo.

Dalla scuola frequentata da Mino Piro, l’Istituto nautico di Gallipoli, è stato pubblicato questo saluto corale: “Gli insegnanti e gli studenti dell’Istituto Nautico esprimono tutta la loro solidarietà a Piro Cosimo, diplomatosi presso il nostro Istituto, per la drammatica esperienza che il destino gli ha riservato ieri notte in mare, dove ha lasciato il padre e un collega di lavoro. Che la stessa forza istintiva che gli ha consentito di raggiungere la riva a nuoto per mettersi in salvo, non lo abbandoni nell’impegno per superare la dura prova”.

(nella foto Fabrizio Piro e in piedi il figlio Mino)

Pubblicità

Commenta la notizia!