Pescatori dispersi: pure dal Carnevale rilanciato l’appello: “Non smettete di cercarli”

Deposta in mare una corona di fiori; una messa nel giorno del compleanno del capobarca e nuovo servizio della Rai

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Gallipoli – L’eco di un dolore che non si spegne ha fatto capolino anche nella festa dell’allegria per antonomasia: il Carnevale. Durante la sfilata di questo pomeriggio, sferzata da un grecale inesorabile, al momento dell’arrivo in piazza Tellini del carro dei gruppi Off Limits e Fideliter excubat intitolato “Bella Italia, amare sponde”, il discorso del mare, della sua crudeltà ha suscitato pensieri tristi, sia per le morti dei migranti scappati da fame e guerre, sia per i due pescatori gallipolini dispersi dalla notte del 5 febbraio mentre erano al lavoro.

Chi ha illustrato l’opera artistica, sormontata da un dio Nettuno dalle sembianze salviniane “che si sente il re del mare”, ha messo in risalto anche le magliette rosse dei bimbi morti durante il tragitto nel Mediterraneo, delle associazioni come Emergency che si prodigano nelle operazioni di recupero di tutti i naufraghi.

Dai dispersi (se ne sono contati 1.600 circa lo scorso anno), la presentatrice del carro ha rivolto parole di speranza per i concittadini dispersi da ormai venti giorni, Fabrizio Piro e Damiano Tricarico, mentre erano a pescare per procacciarsi di che vivere. Così, tra la commozione che si è impadronita della gente e con gli ospiti delle tribune in piedi, è stato rilanciato l’appello affinché le ricerche dei corpi possano continuare.

“Ci aiutino ancora” Da “La vita in diretta” di due giorni fa un analogo appello è stato pronunciato da alcuni familiari degli scomparsi. Lo ha fatto dalla spiaggia di Pescoluse di Salve il figlio Cosimo, l’unico scampato dell’equipaggio di tre persone, che ha dovuto raccontare nuovamente quelle drammatiche ore in mare, al buio, tra le onde. “Ci aiutino a trovare i corpi, almeno daremo un minimo di conforto a chi è rimasto distrutto dal’accaduto”, ha detto.

La richiesta alla Marina militare Dallo studio del programma di RaiUno ha invece parlato il cognato del capobarca Fabrizio, Mirco Casarano: “Noi abbiamo fatto e stiamo facendo di tutto – ha detto Casarano, riferendosi alle battute di ricerca organizzate spontaneamente dai pescatori gallipolini – ma non basta. Crediamo che sarebbe utile un mezzo della Marina militare che ha particolari attrezzature per casi come questi”.

Una corona in mare e una messa Nei giorni scorsi, sul luogo del naufragio è stata lanciata una corona di fiori e, in concomitanza con quello che sarebbe stato il compleanno di Fabrizio Piro due giorni fa, è stata celebrata una messa. La cerimonia religiosa, che ha visto un’ampia partecipazione, aveva al centro della navata una barca: accompagnati da preghiere silenziose, in molti hanno acceso dei ceri e li hanno poggiati sul natante. Un gesto simbolico perché non si spengano le luci.