Percorsi “virtuali” nel castello di Nardò, fra storia e leggende: al via un progetto da 560mila euro

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Castello Acquaviva Personé a Nardò

Nardò – Storia e leggende del passato cittadino in un percorso virtuale per esplorare spazi dimenticati del castello Acquaviva d’Aragona: a breve l’immobile sarà oggetto di una serie di lavori finalizzati a valorizzarne la dimensione di attrattore culturale e turistico attraverso ausili tecnologici e informatici, audio-guide, pannelli, realtà aumentata, simulazioni, applicazioni mobili intelligenti, schermi interattivi e proiezioni.

Gli interventi sono finanziati con 560mila euro ottenuti dal Comune nell’ambito del progetto Emotional undergrounds (“sotterranei emozionali”), inserito nel programma di cooperazione europea Interreg V-B Adriatic-Ionian 2014-2020 che vede proprio Nardò come capofila di una rete internazionale di infrastrutture culturali.

A tu per tu con duchi e baroni

I visitatori potranno così compiere un viaggio emozionale e virtuale nei sotterranei del castello, dove “incontrare” illustri personaggi del passato. In particolare Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, noto come il “Guercio di Puglia”: figlio del conte di Conversano Giulio I Acquaviva d’Aragona e della duchessa Caterina Acquaviva d’Aragona, nell’estate del 1647 Giangirolamo II fu inviato dal Regno di Napoli a domare la rivolta di Nardò.

Il progetto interessa anche le terrazze di due torrioni (il più grande, che si affaccia su via Roma, e quello in corrispondenza del museo della città e del territorio): qui verrà creata un’area multifunzionale e per bambini, con spazio per incontri e letture, angolo multimediale e area social.

I dettagli del progetto

Alla ditta Gaballo Andrea di Nardò è già stato affidato nei giorni scorsi, per 48mila euro, l’appalto per gli interventi strutturali connessi al percorso nei sotterranei e sulle terrazze. La stessa ditta curerà anche alcuni interventi migliorativi sullo stabile, come la sistemazione della scala di collegamento tra il piano interrato e il cortile interno, la fornitura e l’installazione degli organi illuminanti negli ambienti interessati dall’intervento.

L’aspetto progettuale, invece, è affidato al consorzio Cetma (centro di ricerche europeo di tecnologie, design e materiali). Gli architetti Roberta Biscozzo, Tommaso Greci e Giovanni De Cupertinis cureranno poi gli aspetti dello studio scientifico, storico-culturale e letterario necessario per la strutturazione dei percorsi (10mila 500 euro è la spesa per questultimo aspetto).

La fornitura degli arredi per gli allestimenti è assegnata a Katia Arreda Casa di Nardò per circa 26 mila euro; mentre le dotazioni tecnologiche sui percorsi saranno fornite dalla società Magitek (anch’essa di Nardò) per circa 48 mila euro.

I commenti dall’Amministrazione comunale

Oronzo Capoti

Il progetto – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Oronzo Capoti – ci consente di rendere concreto un altro, importantissimo, obiettivo della nostra agenda, cioè fare del castello il centro dell’offerta della città. Ma queste sono risorse essenziali anche perché rendiamo fruibili sezioni del castello che sono nascoste e inutilizzate: i sotterranei e le terrazze che recupereranno finalmente una funzionalità e avranno una nuova vita”.

Gli fanno eco l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto e l’assessore al Turismo Giulia Puglia: “Oggi, finalmente, potremo tutti scendere nei sotterranei oppure stare seduti comodamente sui torrioni a scoprire con le tecnologie più avanzate storie e leggende del castello e uno spaccato della storia di Nardò”.