Pd di Ruffano: dimissioni polemiche della segretaria Anna Rita Picci. C’è la Xylella sullo sfondo

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Ruffano – «Con la presente comunico le mie dimissioni, irrevocabili, a far data odierna 11 settembre 2020, per consentire al partito di riattivare una dinamica di confronto e partecipazione»: con queste parole si apre la nota di dimissioni di Anna Rita Picci da segretaria del Partito democratico di Ruffano.

Dure le motivazioni contenute nella missiva indirizzata alla Federazione provinciale del Pd, al segretario provinciale Ippazio Antonio Morciano ed agli iscritti e simpatizzanti del partito. La critica principale rivolta al Pd, a livello nazionale e locale, è quella di essersi “addormentato, incapace di esprimere una visione di sinistra che metta al centro il lavoro e i tanti temi che questo territorio si è trovato, e si trova ancora oggi, ad affrontare”.

Le “battaglie” e la Xylella

La Picci, che ha guidato il Pd di Ruffano dal 2015, afferma ancora: «Nel corso del mio “cammino”, ho incontrato tante persone di grande caratura morale che mi hanno incoraggiato a perseguire i valori che ho sempre portato avanti, senza deroga alcuna. Altri invece hanno sacrificato amicizie e valori del Popolo di sinistra per la sete di potere».

Tra le “battaglie” portate avanti in questi anni quelle sui rifiuti, legalità e “la catastrofe Xylella“. A venir meno è stato l'”entusiasmo di un tempo”, spiega la segretaria dimissionaria, ricordando il proprio impegno sulla Xylella, come delegata alle politiche agricole nella segreteria provinciale: «L’unico documento elaborato e poi approvato in Consiglio regionale, nel maggio del 2018, porta la mia firma assieme ai protagonisti di questa tristissima vicenda. Questo documento mette al centro la “scienza” che è l’unico faro per ridare un futuro olivicolo al Salento e alla Puglia. Ho trovato muri, omertà e nessuna presa di coscienza del disastro. Si è preferito nascondere la testa sotto la sabbia come se il silenzio potesse in qualche modo assolvere un’intera classe dirigente».

L’accusa rivolta al Governo regionale è quella di “usare toni negazionisti e complottisti, diffondendo anche cure inesistenti per i nostri ulivi, con il solo risultato di continuare a far sperperare soldi ai nostri agricoltori già allo stremo”.

«È per tutto questo che ho deciso di lasciare la guida del Circolo PD di Ruffano, lo devo alle mie figlie, al mio territorio, e infine lo devo anche alla mia onestà intellettuale. Non mi renderò mai complice di questo disastro economico, sociale e paesaggistico. Non mi riconosco in questa politica che non mette i problemi del territorio al centro della discussione. Chiudo ringraziando tutti coloro che in questi 5 lunghi anni sono rimasti al mio fianco, mi hanno sostenuto e  incoraggiato», conclude.