Pasqua e Coronavirus: slittano (forse a settembre) i riti della Settimana santa. A Casarano si ragiona intorno ad una “nuova festa patronale”

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Casarano – processione Venerdì santo (foto Pejrò)

Casarano – L’emergenza Coronavirus stravolge, com’era facile immaginare, anche la celebrazione dei riti pasquali. È la confraternita di Maria Ss. Immacolata di Casarano a dare notizia di quanto deciso in merito dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che ha appena emesso un decreto riguardante la celebrazione del Triduo Pasquale.

Fabio Cavallo

La confraternita cittadina sorta nel 1619, oggi retta dal priore Fabio Cavallo è tra i sodalizi più antichi della città ed ha l’antichissimo privilegio di organizzare a Casarano la processione del Venerdì santo.

Le nuove disposizioni dal Vaticano

Il Dicastero vaticano, nel decreto del 19 marzo a firma del cardinale Robert Sarah, preso atto che “la data della Pasqua non è trasferibile”, rinvia a riti e processioni della Settimana santa indicando la data del 14 e 15 settembre.

La Messa crismale del Giovedì santo può essere rimandata dal vescovo diocesano ad altra data; la Messa in Coena Domini può essere concelebrata dai sacerdoti nelle diverse chiese parrocchiali senza la presenza dei fedeli, omesse la lavanda dei piedi e la processione del Santissimo Sacramento che andrà riposto nel tabernacolo; il Venerdì santo può essere celebrata la Passione del Signore ma senza la presenza dei fedeli; per la Veglia pasquale valgono le stesse disposizioni. Viene omessa l’accensione del fuoco e la processione iniziale. Previsto solo il rinnovo delle promesse battesimali.

La festa patronale a Casarano

Marco Mazzeo

Allargando lo sguardo alle feste patronali, invece, Casarano ha già deciso di annullare le celebrazioni civili per la Madonna della Campana (19 aprile) e per S. Giovanni elemosiniere (17 maggio). A tal proposito giunge la proposta di Marzo Mazzeo (“Università popolare”) di valutare “la possibilità di una festa patronale nuova».

«È giusta e assennata la decisione del Comitato feste di annullare i festeggiamenti in onore dei Santi Patroni, essendo una motivazione che attiene al pieno rispetto delle regole contingenti», afferma Mazzeo nell’invitare, però, alla ricerca di soluzioni “innovative” e originali data l’eccezionalità del momento.

Un’edizione alternativa

Da ciò la proposta di ragionare come comunità (“anche virtualmente, attorno a Skype”) su una possibile edizione alternativa della festività sotto la guida dal Comitato. «Non è giusto, né rispettoso nei confronti dell’egregio lavoro svolto dal Comitato in questi anni – spiega Mazzeo – lasciarlo da solo a gestire una situazione di emergenza che, invece, ora più che mai, richiede unità di intenti e di vedute».

Se l’incertezza del momento non permette la programmazione di eventi in grande stile, “come quelli ai quali il Comitato ci aveva abituato”, si può sempre immaginare “una festa cittadina co-organizzata dai diversi attori sociali, scuole, parrocchie, aziende, associazioni, ecc., dalle attività produttive, dall’Amministrazione, approfittando proprio di questo periodo di crisi per immaginare percorsi nuovi, che magari possano diventare tradizione a partire da questa situazione drammatica”. Accantonata (per ovvi motivi) la data di maggio, “non è importante quando si farà, è più importante, per la nostra comunità, sapere di avere un obiettivo per cui essere impegnati”.