Parco naturale Isola di S. Andrea – Litorale di Punta Pizzo di Gallipoli: in arrivo forestali e telecamere a raggi infrarossi

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Gallipoli – Forse è la volta buona per compiere un cambio di passo per quel che riguarda le attenzioni e le cure concrete e continue da assicurare al Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo. In arrivo l’annunciata convenzione con l’Arif, l’agenzia della Regione che si occupa di irrigazione e forestazione; accordi anche con i titolari delle strutture alberghiere presenti nell’area per l’ubicazione di telecamere anche a raggi infrarossi, specializzate nella individuazione di fumi.

Sono queste le prime due iniziative in testa all’elenco che ha stilato il presidente dell’Ente Parco, l’ingegnere di Nardò Gianluigi Barone. L’Arif dovrebbe diventare operativa nel corso del prossimo mese; si occuperà di rimuovere tutto il secco presente nelle aree boscate e di macchia mediterranea. Ma dovrà mettere le mani anche sulla vegetazione bruciata nel corso dei tre incendi avvenuti nel corso di questa estate tra luglio e settembre (in uno di questi è stato rinvenuto un cranio umano).

Convenzioni con Arif e albergatori della zona

Il Comune, che ha avuto in febbraio un finanziamento di 55mila euro dalla Regione puglia, metterà a disposizione dei forestali anche i macchinari e gli utensili necessari alle operazioni. “Proprio ieri abbiamo partecipato a Bari ad una riunione in Regione con Federparchi – dice il presidente Barone – per esaminare i fondi che si possono utilizzare e le relazioni programmatiche”.

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Circa gli agenti in abiti civili per il controllo e la prevenzione, il presidente risponde: “Stiamo vagliando tutte le proposte, adesso che finalmente in Comune c’è una squadra tecnica operativa. Presto il parco (istituito nel 2006, ndr) avrà ciò che finora è mancato”.

Dietro ai roghi interessi economici

L’auspicio è che le fiamme non si debbano più vedere levarsi dal litorale a sud della città, dopo i grandi alberghi, come accaduto nella scorsa stagione estiva. Sulle cause dei roghi, divampati in prossimità di aree che qualcuno vorrebbe poter utilizzare come parcheggi, anche Barone la pensa come Maurizio Manna, Legambiente.

Richieste improponibili “Sì, ci sono senza dubbio appetiti inconfessabili dietro gli incendi, il miraggio dei parcheggi a pagamento. il fatto sorprendete è – conclude il presidente – che tutti vogliono speculare sul parco che essendo parco naturale, deve essere lasciato in pace per potersi sviluppare. Come è sorprendente che arrivino in Comune richieste di approvazione a protetti assolutamente improponibili”.

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