Parabita, la Cassazione rivede alcune condanne per l'”operazione Coltura”

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Parabita 16.12.2015: l’alba dell’operazione Coltura

Parabita – Pene riviste e alcune condanne cancellate da parte della Corte di Cassazione per il processo scaturito dall’operazione Coltura a Parabita. I giudici romani hanno escluso l’ipotesi dell’estorsione nei confronti di un imprenditore di pompe funebri e per questo hanno ordinato il rinvio del giudizio (limitatamente a questo capo d’imputazione) ad un’altra sezione della Corte d’Appello di Lecce a carico del presunto capo clan Marco Antonio Giannelli (in appello condannato a 20 anni di reclusione). Stessa condanna annullata anche per il 50enne Orazio Mercuri (condannato a 12 anni).

Per otto condannati è stata esclusa l’aggravante dell’associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti: oltre a Giannelli e Mercuri anche Fernando Mercuri, Vincenzo Costa, 56enne di Matino, Matteo Toma, 41 di Parabita, Mauro Ungaro, 37 di Parabita, Besar Kurtalija, albanese 34enne di Parabita, Giovanni Picciolo, 38 di Parabita.

Da ridefinire con un nuovo processo davanti ad altra sezione di Corte d’Appello, sempre a Lecce, ci sono le pene inflitte al 28enne di Ugento Cristian Cera ed a Costa, Toma, Ungaro e Kurtalija. Per il 42enne di Parabita Antonio Fattizzo la condanna è passata a 2 anni e 11 mesi (più 13mila euro di multa) rispetto agli originari 3 anni e 10 mesi; riduzione anche per il 24enne di Parabita Antonio Luigi Fattizzo, da 3 anni e 3 mesi a 2 anni e otto mesi (più 12mila euro di multa). per entrambi è stata eliminata l’interdizione dai pubblici uffici.