Gallipoli – “Il reparto di Oncologia dell’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli non è più in grado di garantire l’assistenza minima ai pazienti”: il grave allarme lo sottoscrive il consigliere regionale Cristian Casili (M5S), il quale fornisce alcuni particolari su di un “ospedale di primo livello solo sulla carta” in cui, intanto, mancano gli infermieri.

Cristian Casili

Attacco ad Emiliano assessore “E’ l’ennesima vergogna della sanità sotto la gestione Emiliano (il presidente della Regione è anche assessore di questo comparto, ndr). Nel reparto – scrive Casili, di Nardò – si svolgono cento chemioterapie a settimana, medicazioni, prelievi, paracentesi, trasfusioni e altre attività mediche”. Nonostante la percezione di picchi tumorali nel Salento ed il piano di riordino ospedaliero in cui Gallipoli è uno dei tre Centri della Rete oncologica salentina assieme al “Fazzi” di Lecce e al “Cardinale Panico” di Tricase, vi è questo grave problema: “La carente disponibilità di personale dell’ospedale – prosegue Casili – è ormai una piaga annosa: il grido di allarme degli infermieri di Oncologia in particolare si aggiunge alla mancanza di anestesisti e di personale al Pronto soccorso e Cardiologia”. La nota di Casili conclude con l’invito per nulla velato a Emiliano “di abbandonare una perenne campagna elettorale e di occuparsi dei problemi seri che riguardano i pugliesi, rimettendo la delega alla Sanità e assicurando ai cittadini un’assistenza medica dignitosa”.

Nel reparto di Oncologia operano nove medici con solo quattro infermieri, più una quinta unità, ad un passo dalla pensione e con contratto part-time. All’assistenza ai malati in reparto va aggiunta anche la preparazione dei medicinali  antiblastici, non solo per i pazienti del “Sacro Cuore”, ma anche per gli altri ospedali. Gli infermieri hanno cumulato sinora ben 60 giorni di ferie arretrate ciascuno, mentre la media dei recuperi per straordinari non retribuiti supera già le 300 ore nell’arco dell’anno.

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Raggiunto il primario del reparto, il dottor Giuseppe Serravezza (foto), che si divide tra Gallipoli e il “Ferrari” di Casarano, nel confermare la grave criticità in quanto a carenza di personale paramedico, il responsabile non nasconde però il disappunto per l’enfatizzazione del problema, che a suo parere deve essere affrontato in sede istituzionale: “Sto cercando di risolvere il problema con l’aiuto del direttore sanitario Egidio Dell’Angelo Custode (di Nardò). C’è stata in questi ultimi tempi – afferma Serravezza – un’esplosione della domanda di servizio che ci viene dai malati sempre più in continua crescita: è questo l’aspetto drammatico del problema, che ha sbilanciato per difetto le risorse umane a disposizione (gli infermieri, cioè). Sono stato costretto – prosegue il primario – a sospendere da tempo le ferie dei miei collaboratori, che, senza mugugni, con abnegazione e vero senso del dovere, si sono resi disponibili nonostante il loro sacrosanto diritto al riposo e alle ferie istituzionalmente garantito”.

Il richiamo alle Istituzioni “Con tutto il rispetto che ho sempre avuto per la stampa, il diritto ad una puntuale informazione è un conto, ma i problemi della salute li debbono risolvere le istituzioni pubbliche, nelle sedi competenti, più che sui mass media. Mi auguro – conclude Serravezza – che prima di andar via si raggiungano questi livelli di efficienza nella pubblica Amministrazione preposta alla tutela della salute, e che queste cose non accadano più”.

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