Ok dal commissario: per Nardò e Porto Cesareo depuratori a scarico zero e niente condotta sottomarina

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NARDÒ. Rescissione del contratto (già appaltato) per la realizzazione della condotta a mare lunga 2 km; scarico zero nello Jonio per i reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo ”salvo che in particolari condizioni di emergenza (pioggia intensa e particolare abbondanza di acqua come in inverno”; pace infine tra i due Comuni, avvinti in una lunga lotta sul destino da dare ai reflui fognari: queste le conclusioni cui è giunto il vertice di oggi presso il Ministero dell’Ambiente a Roma, cui hanno partecipato il commissario straordinario in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue, Enrico Rolle; per Nardò il Sindaco Giuseppe Mellone e l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio;  il vicesindaco di Porto Cesareo Silvia Tarantino e due tecnici comunali, Nicola D’Alessandro (Nardò) e Tarcisio Basile (Porto Cesareo). Adesso saranno gli uffici regionali a concretizzare i risultati odierni in un progetto basato sullo studio di fattibilità che presentava tre diversi ipotesi esecutive.

Mellone e il suo omologo di Porto Cesareo, Salvatore Albano, alla fine della riunione hanno rilasciato una dichiarazione congiunta:  “Siamo molto soddisfatti  perché in questa maniera si supera una innaturale conflittualità tra due territori che hanno storia e prospettive comuni”.“Per Porto Cesareo – aggiunge Albano – si apre una nuova fase di tutela dell’ambiente e di arricchimento della città, che potrà conquistare un servizio atteso da anni”. Un successo per l’ambiente e per la politica che si riscontra anche nelle parole di Pippi Mellone: “Abbiamo trovato nel presidente Michele Emiliano, nel suo capo di Gabinetto Claudio Stefanazzi, nell’ingegnere Barbara Valenzano e anche nel dirigente del settore Risorse idriche della Regione Luca Limongelli (noto per la sua posizione pro scarico a mare definito “inevitabile” pr i reflui in surplus, in una intervista di poche mesi fa su “la voce di Nardò”, ndr), degli interlocutori eccezionali – sottolinea – che hanno messo i comuni di Nardò e Porto Cesareo nelle condizioni di superare un’emergenza che si è protratta per anni, trovando un accordo ad esclusivo vantaggio delle popolazioni e dell’ambiente e scongiurando la mannaia delle multe legate all’infrazione comunitaria”.