Netturbini licenziati: domani in Comune il commissario giudiziario e i sindacati. Prima penale alla ditta. Le opposizioni: “Subito rescindere il contratto”

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Gallipoli – Un’altra interdittiva antimafia, questa volta all’indirizzo della ditta Colombo Biagio associata alla Gial plast nel servizio rifiuti di Gallipoli; altri sei dipendenti licenziati dalla società lombarda appena finita nel mirino della Prefettura di Monza; prima sanzione del Comune nei confronti della Gial Plast per inadempienze contrattuali: invece di avviarsi verso una possibile soluzione, il dossier Rifiuti si va arricchendo di nuovi elementi, a volte contrastanti.

Non sarà dunque un Natale di pace su questo versante, che vede i licenzianti salentini della prima ora (una decina tra Gallipoli e Alezio) ancora sulle barricate, sempre più convinti di essere stati puniti immotivatamente. L’ultima sentenza n ordine di tempo è del 20 dicembre: il Tribunale del lavoro di Lecce, in seduta collegiale, nel solco di una giurisprudenza univoca, ha ordinato la riassunzione di un addetto e addetto e la corresponsione di una somma che copra il periodo in cui è stato estromesso dal lavoro. La precedente, analoga, è del 9 dicembre.

Nessuno spiraglio

Non s’intravedono spiragli e quindi la vertenza va avanti sul piano sindacale e politico. Sul primo domani e dopodomani nuovo sit in di protesta del sindacato Cobas cui fanno riferimento gli espulsi dal lavoro della zona. cobase si arricchisce di partecipanti. Dalle 8,30 alle 13 di lunedì i lavoratori si ritroveranno presso la sede del Comune in via Pavia a Gallipoli; il 24 stessa mobilitazione presso Gial Plast, zona industriale di Taviano.

I sindacati del settore di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fiadel con le segreterie territoriali sempre per domani hanno chiesto una assemblea di due ore, con il conseguente anticipo del turno di lavoro alle 3 invece delle 6 come di norma. I destinatari della richiesta sono Gial plast e la Colombo Biagio di Villanova (Monza Brianza).

Riunione in Comune con presidio degli addetti

Mino Nazaro

Gli argomenti indicati nella istanza – firmata anche dai rappresentanti sindacali unitari Giovanni Carroccia e Cosimo Caiffa – sono “le iniziative da prendere per rispondere ai licenziamenti di sei addetti della Colombo Biagio a seguito di interdittiva antimafia recentemente notificata” e consentire la partecipazione dei dipendenti alla riunione della sesta commissione consiliare del Comune settore Ambiente.

La commissione Ambiente è stata nuovamente convocata dal presidente Cosimo Nazaro, per discutere della “situazione del personale della Gial Plast”. Oltre ai componenti, al Sindaco Stefano Minerva, al suo vice e assessore delegato Giuseppe Venneri, al presidente del Consiglio comunale ed al capogruppo di minoranza Flavo Fasano, sono stati chiamati a partecipare il commissario giudiziario nominato dal Tribunale per sovrintendere alla gestione della azienda tavianese ed un amministratore della stessa, Fausto Viva.

Lo scontro politico

La presenza del dottor Massimo Bellantone potrebbe – secondo gli auspici di molti – rappresentare un momento di svolta. E’ dal commissario giudiziario infatti che passano tutte le decisioni aziendali, compresa evidentemente anche quella di un eventuale apertura di trattativa per il reintegro dei licenziati e per concordare la somma da versare quale risarcimento dei mancati salari da aprile ad oggi.

In attesa di vedere se e quali saranno le posizioni assunte dal commissario, torna ad incendiarsi la battaglia politica. Non tanto sul ritorno al lavoro di quanti ne sono stati allontanati (su questo i pareri sembrano convergere), quanto sulle iniziative che l’Amministrazione comunale poteva prendere e non lo ha fatto, come sostengono dall’opposizione.

Applicata la prima penale per il mese di novembre

I consiglieri Fasano e Quintana

A firmare una lunga e dettagliata interrogazione urgente, con annessa richiesta di inserirla negli argomenti del prossimo Consiglio comunale, sono Flavio Fasano , Giuseppe Cataldi e Sandro Quintana. Il documento è stato inviato al Sindaco ed anche al procuratore regionale della Corte dei conti di Puglia ed alla Prefettura.

Gli scriventi cominciano col chiedere che cosa si sia fatto dopo la riunione della stessa commissione il 4 novembre, conclusasi con la richiesta al Sindaco di “intimare formalmente alla gial Plast l’immediata riassunzione di tutte le unità lavorative illegittimamente licenziate entro e non oltre sette giorni, col riconoscimento di tutti i diritti dovuti”, oltre alla risoluzione del contratto in essere.

Chiamata in causa la Corte dei conti

Seguono numerosi appunti di carattere finanziario e contabile (il Comune “non ha mai decurtato il canone corrisposto relativamente al personale licenziato con relativo danno erariale”), tra cui i servizi aggiuntivi per 806mila euro, il servizio “inadeguato e scadente, la mancanza di contestazioni di addebiti al gestore come la rescissione del contratto “per colpa grave”.

Non sufficiente per Fasano e gli altri consiglieri il provvedimento datato 7 dicembre con cui le inadempienze contrattuali rilevate nel mese di novembre “imputabili alla sola responsabilità del gestore” hanno portato l’ufficio comunale competente a ridurre l’importo mensile di 143.425 euro come penale. “Mancano le isole ecologiche e l’ecocentro è “quasi perennemente chiuso”, incalzano gli interroganti, i quali giudicano molto negativamente l’iniziativa del Comune.

Alla Corte dei conti infine Fasano Cataldi e Quintano segnalano sei articoli del contratto d’appalto a loro parere inapplicati, per ribadire infine la loro richiesta: “Il Sindaco proceda immediatamente alla risoluzione del contratto ed al reintegro del personale”.