Negozi, le luci diminuiscono

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Gallipoli. Una morsa irresistibile e anche nella culla del commercio gallipolino i negozi soffrono tremendamente la crisi. I dati snocciolati dall’assessorato e dall’ufficio Commercio fotografano una situazione non certo felice.

Anche se una lieve ripresa si registra da gennaio a marzo con la comunicazione di inizio attività di 24 nuovi negozi di vicinato, nel complesso la crisi si fa sentire. I dati parlano chiaro: il riepilogo nell’ultimo trimestre del 2012 parla di 38 attività che hanno chiuso bottega a dispetto delle 17 che hanno iniziato una nuova attività. Un saldo negativo al quale si aggiungono altre 12 chiusure di negozi nel primo trimestre di quest’anno, compensato però dal dato positivo delle 24 aperture comunicate agli uffici.

«I dati attestano chiaramente come la crisi stia colpendo un settore  trainante della nostra città rappresentato  dagli esercizi di vicinato – commenta l’assessore Antonio Piteo – il 2012 infatti si è chiuso con un saldo fortemente negativo. I primi dati del 2013, anche se parziali, sembrano evidenziare qualche segnale di ripresa». Negozi di abbigliamento, alimentari, oggettistica ma anche bar (pure storici) e ristoranti, faticano a mantenere l’equilibrio tra spese, ricavi e guadagni reali. «Come amministrazione comunale stiamo attuando tutte le iniziative che sono  nelle nostre competenze per alleviare gli effetti della crisi – spiega l’assessore – abbiamo approvato il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico e le modifiche al regolamento sugli spettacoli viaggianti. Entrambi gli strumenti si propongono l’ambizioso obiettivo di favorire il più possibile la destagionalizzazione nel settore del commercio, per rendere la città fruibile e attrattiva per i turisti non solo nei mesi estivi consentendo a tutti i negozianti di poter lavorare con maggiore continuità».

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Altri sforzi si stanno facendo per rilanciare il mercato settimanale di via Alfieri. Un po’ la crisi, un po’ i disagi per l’attuale organizzazione, nel mercato si registrano numerosi spazi vuoti. Poche le licenze consegnate al Comune, che ha quindi pensato bene di chiamare gli ambulanti, le loro organizzazioni sindacali per ridare smalto ed una nuova sistemazione al mercato con il sistema delle “isole” al posto di quello attuale. La planimetria rielaborata verrà portata all’esame del Consiglio comunale di fine mese. «Solo dopo vedremo se e quanto incide veramente la crisi», dicono in Comune.

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