Natale è La Nova

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Racale. È stato un presepe vivente “bagnato e fortunato” quello allestito presso il complesso di Santa Maria la Nova (chiesa e convento) a cura dell’Azione cattolica ragazzi (Acr) e del gruppo Scout Agesci Racale 1 della parrocchia di San Giorgio Martire. Non per la pioggia, ma per le lacrime di commozione sul volto di molti visitatori che dal 1983 attendevano la riapertura del convento, uno dei luoghi più cari della loro infanzia.

Negli anni ’60 o ’70, qualcuno seguiva ancora lezioni di catechismo in quei locali riportati a nuova vita per le festività natalizie, in soli quindici giorni, da un volenteroso staff di educatori, giovani e bambini che sono stati premiati da una numerosa e inaspettata partecipazione.

Ora tutti si augurano il completamento dell’opera di ristrutturazione del convento risalente alla fine dell’XI o agli inizi del XII secolo.

Nato come cenobio benedettino, nel corso della sua storia è passato dalle mani dei Francescani a quelle del Comune che, tra il 1921 e il 1962, ha ceduto l’edificio all’allora nascente Educatorio di S. Antonio perché sulle sue rovine realizzasse una scuola materna. Ma con l’avvento delle scuole pubbliche il progetto non è andato mai in porto e, fra l’incuria generale, si sono verificati vari crolli fino alla dichiarazione d’inagibilità e alla chiusura definitiva nel 1983.

Negli anni ’90 il restauro della Chiesa, mentre solo nel 2000 si sono finalmente create le condizioni favorevoli per pensare anche alla ristrutturazione del convento: dopo lunghi anni in cui la proprietà dello stabile era stata frammentata, finalmente prende le redini la Parrocchia che può così accedere ai finanziamenti in occasione del Giubileo. Grazie a quei fondi, molti interventi sono stati portati a termine e l’edificio è stato messo in sicurezza, ma si resta in attesa di altre fonti di denaro che completino l’opera per la gioia di tutti.

Roberta Rahinò